Il Tirreno

Il Calafuria compie 45 anni dall’intuizione di Catarsi

di DINO DINI
Il Calafuria compie 45 anni dall’intuizione di Catarsi

Lo storico scafo porta ancora il nome di Vada nel mondo della nautica

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di DINO DINI

Oggi a Genova si apre il 56° Salone della Nautica. Quarantacinque anni fa, esattamente nel settembre del 1971, in quello stesso Salone Nautico fu presentato per la prima volta il mitico scafo Calafuria ideato, progettato e costruito dal vadese Vincenzo Catarsi. Davvero un bell'anniversario per il mondo della nautica. Il Calafuria è un marchio storico che è entrato nella rosa dei nomi più eminenti della nautica. Una imbarcazione non frutto di mode e tendenze, ma simbolo di solidità e sicurezza. Infatti in poco tempo è diventata la barca più richiesta dal mercato internazionale per le sue ottime prestazioni. Non si tratta di un semplice motoscafo, ma di una barca con motore entrobordo per persone che il mare lo amano davvero, lo prendono sul serio e non lo considerano un mezzo per mostrare la propria agiatezza.

Ingegneria, jazz e mare. Vincenzo Catarsi, classe 1932, ritiratosi da anni dall'attività, vive a Vada con la moglie Carla che gli ha dato due figli Federica e Pietro. Ma prima di diventare un costruttore di scafi, Vincenzo sulla spiaggia di Vada aveva creato e reso famoso un locale da lui chiamato La Barcaccina. Questo accadeva negli anni 50 del secolo scorso. Catarsi si era iscritto alla facoltà di ingegneria dell'Università di Pisa e contemporaneamente, insieme al padre Romolo e agli zii Autilio e Bruno, tutti esperti pescatori, cominciò a gestire il ristorante-dancing che in breve diventò uno dei più frequentati ritrovi di tutto il litorale toscano. Il ristorante andava a gonfie vele, sempre affollato grazie al pesce fresco che vi si poteva mangiare e soprattutto ad un cacciucco alla livornese che era un piatto davvero eccellente. Dopo le 22 l'ambiente si trasformava in una sala da ballo. Saliva sul podio il famoso complesso livornese "Les Optimistes" che suonava un ottimo jazz e accompagnava le danze. Erano frequenti le serate in cui si potevano ascoltare i migliori jazzisti allora in circolazione come, tanto per fare qualche nome, Chet Baker con la sua fantastica tromba, il duo Gianni Basso (sassofono) e Oscar Valdambrini (tromba), il pianista Romano Mussolini e il trombettista Nini Rosso noto per i suoi virtuosismi.

La Dolce vita. Applauditissime anche le esibizioni di artisti come il cantante jazz Nicola Arigliano, Achille Togliani, Tony Renis, Joe Sentieri, la bella soubrette Marisa Del Frate e l'insuperabile imitatore Alighiero Noschese. In quegli anni La Barcaccina riusciva a fare concorrenza persino ai grandi locali della Versilia. Molti clienti che frequentavano il ritrovo erano davvero illustri come Bice Valori e Paolo Panelli spesso accompagnati dai loro amici Flora Carabella e Marcello Mastroianni e la bellissima attrice Virna Lisi. C'era anche un giovane Ermanno Olmi destinato a diventare uno dei più grandi registi del nostro cinema. Fra gli appassionati di jazz erano spesso presenti Elio Toaff e sua moglie. In quegli anni era rabbino di Livorno, ma in seguito sarebbe diventato, quale rabbino capo della comunità nazionale, il più importante rappresentante della religione ebraica.

Il cantiere. Nonostante il suo impegno nella conduzione della Barcaccina, Vincenzo Catarsi non dimenticava però le origini marinare della famiglia. Era anche lui appassionato di barche e cominciò a progettarne e a realizzarne qualcuna. In principio si trattava solo di piccole barche e di patini in vetroresina e questo fu l'inizio della sua carriera in campo cantieristico. Nel 1961, lasciata la gestione della Barcaccina, nacque il cantiere navale Catarsi e la prima barca importante fu un catamarano di 6 metri di lunghezza. Seguirono poi i gozzi Lerici e Meloria, le lance Ondina, Palinuro e Santa Margherita. In poco tempo l'impresa entrò a pieno titolo nel difficile mercato nazionale della nautica.

Sette metri “creativi”. Nel 1971 fu costruito il primo Calafuria che misurava 7 metri, frutto della creatività e della tecnica di Catarsi che si sarebbe affermato anche sul mercato mondiale. In quello stesso anno l'imbarcazione fu presentata al Salone di Genova dove ottenne un sorprendente successo e così cominciarono a fioccare i contratti. Catarsi racconta che a Genova, durante il salone nautico dell'anno successivo, ebbe occasione di conoscere l'ammiraglio Luigi Durand de La Penne, medaglia d'oro per la sua impresa del 1941 nel porto di Alessandria d'Egitto, quando con i cosiddetti "maiali" della Decima Mas aveva messo fuori combattimento due navi da battaglia inglesi e ne aveva danneggiate altre due. Il comandante Durand de La Penne rimase colpito dalla linea del Calafuria e qualche tempo dopo andò a visitare a Vada il cantiere Catarsi e volle provare personalmente quell'imbarcazione rimanendo entusiasta delle sue qualità di navigazione. Il cantiere iniziò a produrre vari tipi di Calafuria. Al primo scafo lungo 7 metri seguirono molti altri diversi per la lunghezza e per l'utilizzo a cui erano destinati. Alcuni erano Calafuria aperti, altri cabinati e anche semicabinati.

Barche personalizzate. Questa diversificazione della produzione Catarsi dimostra come il cantiere costruisse barche praticamente personalizzate per gli specifici committenti. Alcuni di questi scafi sono tuttora molto richiesti nel mercato dell'usato. Vincenzo ricorda quando accompagnò un Calafuria, per consegnarlo ad un cliente, arrivando fino alla cittadina di Tromson in Norvegia a 350 chilometri dal circolo polare artico. Nel mondo oggi esistono oltre tremila esemplari di Calafuria. Questo tipo di imbarcazione è stato venduto in Angola, Nigeria, Tunisia, Polinesia, Stati Uniti, Francia, Inghilterra e Svezia. Catarsi ha anche costruito per la stilista Roberta di Camerino una barca da diporto di 24 metri che si chiama Giada e che oggi viene usata per crociere charter.

Vincenzo ha cessato la sua attività nel 2010, ma ancora oggi esistono cantieri navali che continuano a produrre questa imbarcazione. Insomma, prima quell'indimenticabile ritrovo che fu La Barcaccina, poi il famoso scafo Calafuria sono state due eccezionali idee di Vincenzo Catarsi che oggi con una punta di giustificabile orgoglio lui ricorda come frutto esclusivo della sua fantasia e specifica professionalità. Quello di Vincenzo è stato un vero talento che ha notevolmente contribuito a far conoscere Vada ben al di là dei suoi confini comunali e soprattutto, con il suo cantiere, ha dato lavoro a centinaia di collaboratori alcuni dei quali sono divenuti degli ottimi professionisti nel campo della cantieristica.

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