Italia
Medico assenteista ma al lavoro
San Vincenzo, condannato in via definitiva non ha mai smesso di esercitare la professione
SAN VINCENZO. Assenza regolare e ingiustificata dal lavoro. Suona come una prescrizione la condotta del medico Maurizio Lani. Avrebbe dovuto garantire il servizio di continuità assistenziale al distretto sanitario di San Vincenzo. "Sono fuori per una visita, in caso di emergenze chiamare il numero…". Invece, il telefono squilla a vuoto. La porta del presidio sbarrata. E lui al volante dell'auto con lampeggiante blu spento in viaggio sulla via di casa. La propria, nella parte alta del paese. Condannato a due anni di reclusione il 13 marzo del 2012, con il beneficio della sospensione condizionale della pena. Lo scorso 12 settembre la sezione toscana della Corte dei conti, sulla base di quella sentenza, lo ha condannato a risarcire l'Asl con 7.282,95 euro tra compensi indebitamente percepiti e danno all'immagine dell'Azienda sanitaria.
Classe 1959, originario di Piombino, residente a San Vincenzo. Lani alle nottate in servizio sul posto di lavoro preferiva le comodità di casa. Lo hanno accertato i militari del Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri di Livorno in 27 appostamenti per altrettanti turni del medico, tra novembre 2010 e l'1 aprile 2011 è risultato assente in otto casi. "Ritardando illegittimamente la sua presentazione in servizio o allontanandosi dalla stessa, intrattenendosi o recandosi presso la sua abitazione anche mediante l'utilizzo di auto vetture aziendali e in pregiudizio della continuità di servizio". Al punto che per giustificare l'assenza il dottore falsificava i registri di presenza, riportando visite a domicilio mai effettuate a ignari cittadini. Un dato che per il signor Lani non ha causato alcun disservizio. Lui ci andava da medico, per effettuare "vere e proprie visite a suo figlio".
Indagini accurate. Pedinamenti. Una condanna penale definitiva. E l'ultima della Corte dei conti per danno all'Erario. Eppure i comportamenti del dottor Lani sul piano professionale non hanno avuto alcun effetto. Lui continua a svolgere il suo servizio in convenzione con l'Azienda sanitaria. All'epoca dei fatti oltre alla continuità assistenziale lavorava come medico di famiglia negli ambulatori di Campiglia Marittima e Sassetta. Oggi, invece, esercita a Livorno. "Abbiamo segnalato il caso per tre volte al Collegio arbitrale regionale dell'Ordine dei medici e ogni volta le nostre istanze sono state respinte". Così dalla direzione dell'Azienda sanitaria chiariscono il perché di un rapporto di lavoro che non si è mai interrotto: trattandosi di una convenzione l'Asl deve passare per i canali dell'Ordine.
A tradire Maurizio Lani sono stati i cittadini, esasperati da lunghe e infruttuose attese all'esterno del distretto sanitario. In seguito alle segnalazioni del disservizio la Asl aveva allertato i carabinieri. E dagli accertamenti era risultata anche un'anomala migrazione di utenti verso altre strutture sanitarie, tra cui il pronto soccorso dell'ospedale di Piombino, proprio nelle notti in cui Lani era di servizio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google