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Gemma corona il suo sogno cadetta in Accademia Navale

CECINA. Voce rotta e lacrime. Trattiene a stento l'emozione per quella alunna che ha formato e visto crescere. E che è entrata a far parte dell'Accademia navale di Livorno. Una lettera dove si può...

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CECINA. Voce rotta e lacrime. Trattiene a stento l'emozione per quella alunna che ha formato e visto crescere. E che è entrata a far parte dell'Accademia navale di Livorno. Una lettera dove si può leggere, tra le righe, una storia fatta di successi e di legami, di sogni e di forza, di passato e futuro che si incontrano, si incrociano e camminano insieme. Una storia che racconta del percorso di Gemma Giorgi, 19enne cecinese, con la passione per il mare e la Marina, e di Rita Zamboni, una vita dedicata alla scuola elementare Collodi e ai tanti alunni. Per lei appuntamento a Livorno, per seguire un percorso di 5 anni, trascorsi i quali ne uscirà come ufficiale di Marina.

Una storia che la sua maestra non è riuscita a tenere per sé e che, tra orgoglio e lacrime, ha voluto fissare nel tempo con carta e penna. «Gemma ha sempre desiderato questa cosa, da quando era piccola - ricorda la maestra Zamboni - e parlava dell'Accademia già dall'età della puerizia. Noi siamo sempre rimaste in contatto, dalle elementari fino all'altro giorno, quando mi ha chiamata per darmi la buona notizia. In realtà non è l'unica, anche altri ex alunni, alcuni dei quali all'università, vengono ancora a trovarmi.»

E' sul ricordo del romanzo di De Amicis che la voce si rompe e scendono le lacrime, di gioia per quella alunna che è riuscita a realizzare il suo sogno, per quella alunna che "ha avuto sempre voti piuttosto alti, inserita in un contesto di ragazzi che si sono sempre differenziati per l'impegno profuso, che ha fatto parte della nazionale di taekwondo, con la quale ha vinto a Rimini ma che, per motivi scolastici, ha dovuto lasciare. Era sempre quella che riusciva a sistemare tutto in classe, telefoni, videoregistratori. E' stata bravissima ed io ho goduto con lei». Un orgoglio che Gemma, invece, riesce a contenere, misurata e decisa anche dopo aver ricevuto il telegramma per informarla che il suo nome era tra i cento circa che ogni anno entrano a far parte del corpo della Marina. Un percorso che parte da lontano, «da quando sono piccola, credo che sia da prima della scuola media che ho questo desiderio, da quando cioè chiedevo sempre ai miei genitori di portarmi a Livorno a vedere i cadetti. Con la mia maestra ho sempre avuto un ottimo rapporto - spiega Gemma - e anche dopo aver lasciato la scuola elementare ci siamo tenute in contatto. Per me era un'occasione per aggiornarla su quello che potesse essere la mia vita, il mio futuro. A me ha trasmesso tanto questa persona, mi ha aiutato a crescere nella mia vita. C'è sempre stato un forte legame, che io ho avuto solo con lei e per questo ho voluto condividere con lei, come faccio solitamente, il mio ingresso in Accademia».

Leondina Marulli

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