Rubinetti a secco riesplode il caso in zona Casaccia
Bibbona, da più di venti anni 35 famiglie vivono il disagio L’opposizione incalza. Il sindaco: «A settembre la soluzione»
BIBBONA. Il pretesto è un guasto alla rete dell’acquedotto. Tre giorni di rubinetti a secco sono più che sufficienti per riaccendere i riflettori sul caso Casaccia. Niente acqua per i sanitari, per l’igiene personale, per cucinare e per alimentare le caldaie. E allora non resta che armarsi di secchio e scendere alla fontana nel piazzale della lottizzazione vicina. Qualche decina di metri per riconquistare il diritto all’acqua potabile. Fatto il conto sono quattro lustri che da queste parti si vive in una condizione da medioevo. Lavori alla rete idraulica mai completati. Rattoppi e soluzioni per tamponare un cantiere incompiuto, travolto dal fallimento della ditta costruttrice.
«Si tratta di un problema che ho ereditato ma che entro settembre andrà a soluzione, i lavori per buona parte sono stati realizzati – afferma il sindaco di Bibbona Massimi Fedeli –. C’è stato da fare i conti con ditte che sono fallite e un po’ di burocrazia ma adesso siamo in dirittura d’arrivo». E rispetto ai rubinetti a secco di questi giorni spiega che «si è verificato un guasto importante a una conduttura di spinta che Asa ha provveduto a riparare nella giornata del 27 agosto. In più a contribuire al disagio è stata una perdita occulta in un tratto di tubazione privato, al punto che i serbatoi della Casaccia sono andati in sofferenza».
La lettura dell’accaduto che viene dai banchi dell’opposizione è di ben altro tenore. Questa è la quinta amministrazione che si trova alle prese con il caso Casaccia. «A Bibbona i residenti della Casaccia devono fare i conti per l’ennesima volta con una amministrazione comunale sciatta e incompetente – afferma il capogruppo di Responsabilità civica Massimiliano Rugo –, un governo del territorio che fa acqua da tutte le parti tranne nei luoghi dove l’acqua serve davvero, alla Casaccia appunto, dove 35 famiglie attendono da quasi venti anni una soluzione definitiva ai problemi di fornitura idrica dell’intera zona».
Il capogruppo di Responsabilità civica è scettico su una soluzione in tempi brevi. «L’amministrazione Fedeli è la quinta in carica che eredita il problema facendo sontuosi proclami in campagna elettorale che poi vengono puntualmente accantonati disattendendo alle promesse fatte ai cittadini – sostiene Rugo –. L’ultima in ordine cronologico è quella del sindaco Fedeli risalente al 2014, anno nel quale proclamava: “Entro la fine dell’anno risolveremo questo annoso problema”. Un annunci civetta con tanto di spiegazioni tecniche sul sistema di pompaggio dell’acquedotto che per effetto dei cali di pressione nel periodo estivo finiva per andare in crisi». (m.m.)
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