Il Tirreno

8 milioni dei nostri soldi ai comuni meno virtuosi

di Andrea Rocchi
8 milioni dei nostri soldi ai comuni meno virtuosi

L’allarme di Franchi e Donati alla Festa dell’Unità, chiesto l’intervento dell’Anci 29 gli enti locali toscani strangolati: «Mani legate per servizi e lavori sul territorio»

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ROSIGNANO. Lo sapevate che ogni cittadino di Rosignano contribuisce per circa 200 euro all’anno per sanare deficit derivanti da mancati introiti fiscali di comuni “meno virtuosi”? Si chiama fondo di solidarietà comunale. Si tratta, in sostanza, di quel contenitore che viene alimentato con una parte del gettito Imu di competenza dei Comuni. Dovrebbe, in verità, limitare le disuguaglianze fiscali tra enti locali. Di fatto, però, finisce per acuirle se è vero - come hanno fatto notare il sindaco Alessandro Franchi e l’assessore al bilancio Daniele Donati - che solo per il 2016 il comune di Rosignano ha versato nel fondo di solidarietà ben 8 milioni di euro. «Soldi che potremmo investire in opere pubbliche, per sistemare le nostre strade, per garantire servizi migliori ed allargare le maglie degli interventi sociali. E che invece ci vengono sottratti dalla nostra disponibilità», tuonano Franchi e Donati.

Tanto per capirci, il soccorso a comuni che non incassano quanto previsto, costa enormemente a Rosignano. «Il nostro incasso dall’Imu e dalle altre tasse - spiega l’assessore al bilancio - - è di 19 milioni. Di questi 8 finiscono nel fondo di solidarietà». Colpa dei meccanismi di calcolo previsti dalla ripartizione del fondo, con Rosignano che paga evidentemente il peso esercitato dall’alta presenza di “seconde case”, alloggi sfitti (circa 7.000) e dal quale si presume un tipo di gettito. «Così noi non finanziamo come sarebbe giusto - spiega Franchi - comuni piccoli, con scarse risorse, penso ai comuni montani per esempio, ma anzi saldiamo i conti di comuni come Firenze, Livorno...Noi, che abbiamo i conti a posto ed abbiamo sempre onorato gli impegni». Tanto da far scattare, logica, la domanda in chi siede in platea: ma allora a che serve avere i conti in regola, rispettare scadenze e parametri, se poi le nostre tasse vanno a ripianare i buchi di altri?

Intanto l’amministrazione comunale di Rosignano ha investito del problema l’Anci. «Ci è stato assicurato un intervento». Perché un altro segno meno, così massiccio, anche per il 2017 avrebbe effetti nefasti per le casse municipali. Rosignano, per la verità, non è solo in questa situazione ma in compagnia di altri 28 comunitoscani, qui in ordine alfabetico: Bibbona, Camaiore, Campo nell'Elba, Capalbio, Capoliveri, Capraia Isola, Casale Marittimo, Castagneto Carducci, Castiglione della Pescaia, Follonica, Forte dei Marmi, Isola del Giglio, Porto Azzurro, Marciana, Marciana Marina, Monte Argentario, Montemignaio, Montignoso, Orbetello, Pietrasanta, Portoferraio, Rio nell'Elba, Rio Marina, Riparbella e San Vincenzo tutti ricadenti nell'area della costa e delle isole. A farsi interprete di questa vicenda paradossale era stato, alcune settimane fa, il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori che - oltre all’Anci - aveva scritto una lettera al presidente Rossi. Faceva notare come, in termini strettamente finanziari, in alcuni casi l’incidenza del prelievo del Fondo sulle entrate tributarie previsionali 2016 arrivasse a superare anche il 20% con tutte le problematiche relative alla predisposizione dei bilanci.

«Il complessivo gettito al Fondo dei 29 comuni toscani è di oltre 49 milioni di euro - ha scritto Bellumori - un terzo della contribuzione di tutti i comuni della Toscana, gettito che si riduce a 32 al netto del ristoro Tasi». Con questi numeri, si capisce bene, il peso di Rosignano coi suoi 8 milioni è evidente.

Uno stillicidio che pesa sulle casse comunali che scatena la reazione di Franchi e della giunta. «Noi le nostre azioni per limitare i costi della macchina comunale le abbiamo intraprese, ma se anche nel 2017 ci sarà questa ripartizione del fondo avremo serie difficoltà», dicono gli amministratori. Mentre la domanda di servizi, di cura del territorio, di risposte sociali e di nuove emergenze cresce. Insomma. I conti non tornano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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