Italia
Razzia nelle auto in sosta a Marina di Cecina
Cecina, una coppia costretta a passare la notte nel veicolo da cui i ladri hanno sottratto il volante tecnologico in attesa del carrattrezzi
CECINA. Una notte di tormenti e rabbia. Sdraiati sui sedili dell’auto. In attesa che si faccia giorno e arrivi il carrattrezzi. Di romantico c’è stato ben poco nel Ferragosto di una coppia bloccata nel parcheggio dell’ex vivaio della Forestale. Si sono trovati con un veicolo senza sterzo. Un aggeggio tecnologico di valore, con tanto di cambio al volante. Forse anche il ladro possiede una Bmw e aveva bisogno di un pezzo di ricambio. È l’ipotesi che è venuta in mente ai due. Ma a raccontare di un mercato parallelo, con le auto tedesche tra le più bersagliate, devono essere stati i militari dell’Arma. Una volante è arrivata sul posto alle 3 di notte. E il sopralluogo ha permesso di accertare che un trattamento ancor peggiore è stato riservato a un’altra ammiraglia della casa tedesca, in sosta qualche metro più in là: una Bmw X5 uscita dal concessionario da appena un mese.
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La scena è sempre la stessa: vetro in frantumi e fili pendenti dal cruscotto. Il cuore digitale dell’auto volatilizzato. «Un lavoro di mano esperta. Questa è gente che sa dove mettere le mani», dice il proprietario della X5. La stima del danno nel suo caso va oltre i 10.000 euro, tra ricambi e manodopera. «Quello che colpisce è l’abilità con cui hanno smontato i pezzi senza lasciare alcun segno. A parte il vetro rotto per forzare la serratura della portiera e i danni alla bauliera, che hanno aperto per arraffare la telecamera posteriore».
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I preziosi e ultratecnologici impianti che mettono insieme display touch, navigatore satellitare, radio, connessione wi-fi allo smartphone. Tutto. Il cuore digitale dell’auto, specie quelle di lusso, si conferma uno dei bersagli preferiti. «La mia consolle prevede la rilevazione da remoto, all’interno ha installata una scheda telefonica Gsm per cui potrebbe essere rintracciata – sostiene l’uomo –. Anche se sono convito che questa sia una banda organizzata che scorrazza lungo il litorale, dato che episodi del genere sono frequenti. Devono disporre di particolari strumenti per rigenerare le consolle e avere l’accesso a un mercato parallelo in cui piazzarle. Altrimenti come si spiega tutto questo accanimento?».
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I danni sono notevoli: il ladro smonta il cruscotto ed estrae la consolle del sistema con tutti i pezzi a essa collegati. L’operazione è rapida, in molti casi chirurgica, in altri devastante. I predoni più sbrigativi si servono di una sega elettrica per tagliare plastica, radica, metallo. Non vanno per il sottile. Il risultato è comunque impressionante. E che sia una banda specializzata, ormai, ci sono pochi dubbi. Che conoscano a menadito le auto e sappiano come asportare cruscotti, navigatori, componenti elettroniche, è altrettanto una certezza.
Sulla scrivania dei carabinieri ci sono più denunce. Alla Mazzanta, solo nell’ultimo mese, ci sono stati tre furti. L’ultimo in concomitanza con un altro colpo che è andato a segno pochi chilometri più a sud, a Cecina, il 2 agosto scorso quando in via Pegolotti è stato asportato il cruscotto con lo schermo a cristalli liquidi dall’auto di di Sergio Costalli, presidente della Camera di Commercio di Livorno.
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