Il Tirreno

Investimenti, sindacati uniti «Ora Solvay non ha più alibi»

di Andrea Rocchi
Investimenti, sindacati uniti «Ora Solvay non ha più alibi»

Il bicarbonato tira, la sodiera sarà di nuovo competitiva con gli “sconti” del Mise sul costo energetico Le Rsu: «Decisiva anche la nostra azione, Bruxelles deve scegliere per lo sviluppo di Rosignano»

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ROSIGNANO. Ora Solvay e i partner del parco industriale non hanno più alibi. Il futuro è investire, qui. A Rosignano. Lo dicono le rsu Solvay. A nome anche dei sindacati del parco. Parlano Rossella Vallini, coordinatrice rsu e sindacalista Filtcem Cgil, Antonio Ingallinesi (Femca Cisl) e Giacomo Isetto (Uiltec). L'incontro è convocato anche in rappresentanza - dicono - dei metalmeccanici delle ditte, i più bistrattati negli ultimi tre anni di dolorose riforme interne attorno al polo chimico. Per affermare due cose, essenzialmente. E cioè che se oggi il Mise sblocca la vicenda energetica, ultima ancora per il consolidamento della fabbrica, del parco e dell'indotto, non va sottaciuto l'impegno e l'azione delle organizzazioni sindacali e il senso di responsabilità dei lavoratori. Tutti. Due (e su questo è chiaro Ingallinesi): chiuse positivamente le partite per l'acqua, l'autorizzazione integrata, il Cip , adesso Solvay e le altre aziende del parco (a partire da Ineos, Innovene e Gaz de France) devono fare la loro parte. E le prospettive aperte di una chimica di alta specializzazione col nuovo impianto di acqua ossigenata devono essere condizioni e volano per un insediamento sul territorio di nuove aziende.

Perché - sostengono le rsu - lo scenario ed il peso geopolitico dello stabilimento di Rosignano nello scacchiere produttivo del Gruppo Solvay è radicalmente cambiato in tre anni. Da essere con la sodiera del Portogallo (Povoa, chiusa nel 2014) e quella di Alessandria d'Egitto (produzione sospesa) la cenerentola in termini di efficienza e rapporto costi-produttività, ad aver maturato oggi parametri che la inseriscono in un quadro assai più ottimistico insieme con l'impianto di Torrelavega, in Spagna.

Certo, adesso la risposta spetta al comitato esecutivo di Solvay che deve scegliere in un'ottica di strategia di mercato per il comparto del carbonato di sodio. Ma i sindacati esprimono fiducia perché "tutto quello che doveva essere fatto è stato fatto" . «Giovedì scorso in Confindustria - spiega Vallini - Solvay ci ha illustrato i contenuti dell'accordo al Mise e la Regione ha diramato una nota in cui si parla di 140 milioni di investimenti per il parco industriale. E' chiaro che questa è una notizia positiva, ma non va dimenticato che le rsu ed i sindacati sono sempre stati in prima linea in questa vicenda. Non dimentichiamo lo sciopero di gennaio e la manifestazione a Livorno il primo luglio o la partecipazione ad una manifestazione a Roma davanti al ministero dell'Economia». E Ingallinesi: «Il ruolo giocato dalle rsu del parco è stato importante e ci ha visto uniti. Ci siamo impegnati con responsabilità senza far mai venire meno la tutela dei lavoratori. E con l'ultimo integrativo aziendale è stata redistribuità un po' di produttività ai lavoratori».

Anche Isetto (Uiltec) ha sottolineato "il lavoro importante fatto dal sindacato". «Ora mi aspetto uno slancio da parte di Solvay». Per Ineos Stefano Santini parla di “risultato importante” e di “lotte non vane” ma alle aziende che intenderanno svilupparsi fa sapere che “al primo posto ci sono la sicurezza sui luoghi di lavoro e l’ambiente”. Per le organizzazioni sindacali è indispensabile ripartire da un punto zero dopo tre anni di sacrifici con una riorganizzazione interna che ha toccato il personale. Certo, l'occhio è rivolto a Bruxelles, ma le rsu sono convinte che adesso ci sono le condizioni per un rilancio di tutto il parco industriale. Oltre all'accordo sul costo del vapore (Solvay ne consuma 430 tonnellate l'ora) e alle novità dei clorometani in mano a Innovene, ci sono i numeri per fare investimenti a partire dall'impegno della multinazionale di rendere più efficace la centrale turbogas Rosen con una nuova turbina (già avviati contatti con Ansaldo), intervento che da solo vale più di 50 milioni di euro. E che il sito di Rosignano possa rivelarsi di nuovo strategico lo confermerebbero il trend positivo della produzione di bicarbonato ed il recente investimento nell'acqua ossigenata di grado elettronico. «E' questo il salto che dobbiamo fare - ha concluso Ingallinesi - aprire ad una chimica di specialità. Le opportunità sono in campo».

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