Il Tirreno

20 milioni sul tavolo e 27 imprese pronte ad investire

Andrea Rocchi
Panoramica dell'area Solvay
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Panoramica dell'area Solvay

Accordo di programma: aree Solvay e Morelline, le risorse in campo. Ottimismo di sindaco e giunta dopo lo sblocco del caso-energia al Mise

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ROSIGNANO. Ora si può dire. Rosignano ha rischiato veramente di perdere la sodiera. Sacrificata in nome della competitività, rispetto a siti più efficaci.
Alessandro Franchi, il giorno dopo il via libera del Mise ad una serie di misure per agevolare investimenti di Solvay sul territorio, lo ammette. Con lui Piero Nocchi e Veronica Moretti. «Si, il sito di Rosignano è stato quello coi parametri peggiori insieme alla sodiera portoghese. Ora possiamo dire con ragionevole certezza che con questo piano di transizione decennale approvato dal Ministero per lo Sviluppo Economico la situazione si ribalta, e Rosignano diventa tra i più competitivi».
Spetterà al board di Solvay, al comitato esecutivo di Bruxelles, ridisegnare la geografia produttiva del carbonato di sodio. Con una novità. Rosignano ora ha le carte in regola per un processo di rilancio. Solvay Spa ha già dichiarato che la decisione sarà presa ad ottobre. Vediamo.

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Se il Mise e la Regione Toscana hanno fatto la loro parte, dietro le pressioni di un gruppo che ha sempre paventato la scadenza del maggio 2017 -(data di estinzione dei certificati energetici, i cosiddetti Cip6, in soldoni vapore a prezzi più bassi) come uno spartiacque per il futuro chimico di Rosignano, il sindaco rivendica con forza il ruolo dell'amministrazione di Rosignano in questa partita. Che - ribadisce insieme agli assessori Nocchi e Moretti - non è solo la partita di Solvay, ma la partita di un intero parco industriale. Di Ineos, il gruppo delle poliolefine forse addirittura più energivoro della società belga, così come di Innovene e di Engie. E delle altre imprese di un indotto che ancora da lavoro - fanno notare gli amministratori - a 1500 persone.
Franchi rivendica l’impegno della sua giunta per sottoscrivere l’8 maggio 2015 un accordo di programma (per il rilancio competitivo dell’area costiera livornese)in cui il Comune di Rosignano sta dentro con Livorno, Collesalvetti ed altri enti, tra cui il Mise e la Regione. Ed il successivo riconoscimento dell’area di crisi industriale complesso dell’agosto 2015. «Se il Mise ha sbloccato interventi per 140milioni di euro per agevolare il problema energetico per lo stabilimento Solvay - dice Franchi - non possiamo dimenticare la cornice in cui questo risultato è maturato». Vale a dire, l’accordo di programma.
«Oggi c’è una manifestazione di interesse per le aree industriali di Rosignano - spiega il sindaco - con 27 proposte arrivate alla call di Invitalia che indicano investimenti sul territorio e nuova occupazione. Noi crediamo che il piano approvato dal Mis e che tocca da vicino iol parco industriale Solvay sia un’ulteriore garanzia per quegli investitori che hanno scelto Rosignano».
Intanto Comune di Rosignano ed Invitalia hanno censito le aree industriali immediatamente disponibili: 370.000 mq all’interno del parco industriale Solvay, di proprietà di Solvay Chimica Spa. 17.200 mq di aree alle Morelline di cui 13.000 con destinazione artigianale e 4.200 commerciale. C’è in più un avviso esplorativo per individuare aree e immobili nel comune di Rosignano.

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Le risorse sono di 20 milioni, 10 del Mise e 10 della Regione. I 10 del Mise sono gestiti da Invitalia che finanzierà investimenti produttivi o progetti di innovazione di importo superiore a 1,5 milioni. A maggio 2016 è stata pubblicata una call per individuare i potenziali investimenti su Rosignano. 27 le schede, o proposte di investimento. Tra queste ci sono alcune non finanziabili, come gli interventi sull’agricoltura.- Complessivamente si parla di 121.633.000 euro con una ricaduta occupazionale potenziale di 253 addetti. Ma ci sono anche investimenti in ricerca e sviluppo per 4,3 miloni e 11 addetti. Che, per il momento, restano sulla carta. Ma che per l’amministrazione comunale sono un “chiaro segnale di come questo territorio è appetibile”. «Siamo passati - dicono Franchi e Nocchi - da una fase in cui si è seriamente paventato il rischio di una deindustrializzazione, ad una nuova in cui si aprono spiragli per un consolidamento e lo sviluppo del parco industriale».
I bandi Invitalia si apriranno ad ottobre e resteranno in pubblicazione 120 giorni. Poi si procederà agli investimenti.
Accanto a queste misure Veronica Moretti, assessore all’Innovazione, con Franchi e Nocchi, ha ricordato le novità in materia di sostegno al reddito. Dagli interventi per il reimpiego dei lavoratori, agli incentivi per le nuove assunzioni (specifiche per le aree di crisi), ma anche i progetti per i lavori di pubblica utilità.
«A settembre stipuleremo un nuovo accordo di programma - conclude Franchi - poi Invitalia aprirà i bandi dopodiche contiamo di arrivare ad inizio 2017 con l’attivazione delle risorse e la realizzazione degli investimenti. Se abbiamo scongiurato la crisi - conclude il sindaco - è perché ci siamo mossi in anticipo, prevenendo i problemi e cercando soluzioni».
 

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