Vapore, ok al piano per gli sconti a Solvay
Rosignano: il ministero incentiva investimenti per 140 milioni. Deciderà il comitato esecutivo del gruppo belga entro autunno
ROSIGNANO. Via libera del Mise al piano di incentivi per Solvay, un sistema di agevolazioni indissolubilmente legato ad una serie di investimenti che l’azienda dovrà fare per risultare competitiva sul mercato. Si tratta - spiega la Regione Toscana che col Comune di Rosignano ha lavorato al tavolo ministeriale per trovare una soluzione per il sito industriale di Rosignano - di 140 milioni di investimenti messi in campo attraverso, appunto, sconti e incentivi sull’energia garantiti da Roma. Un piano di transizione che il ministero per lo Sviluppo Economico ha messo in piedi per consentire allo stabilimento di Rosignano di superare il gap dei costi che sconterà a maggio 2017 con la fine del Cip6 (l’incentivazione tariffaria sull’energia) e mantenere operativo ed efficiente il sito industriale di Rosignano. Perchè non è un mistero, fino ad oggi si sono rincorse voci allarmanti circa l’ipotesi di un trasferimento all’estero della sodiera di Rosignano, cuore produttivo dello stabilimento.
La questione vapore. La fabbrica Solvay è un sito fortemente energivoro, consuma circa 410 tonnellate di vapore l’ora. Con gli incentivi del Cip 6 l’azienda risparmiava sul costo del vapore pagato circa 10 euro a tonnellata. A maggio 2017, con la scadenza della misura governativa, il prezzo del vapore schizzerebbe a circa 27 euro l’ora, costi che Solvay ha detto più volte di essere difficilmente sostenibili. calcolando un appesantimento per i bilanci di circa 60milioni di euro l’anno. Le misure previste dal piano di transizione permetterebbero - dice la Regione - “di riequilibrare almeno in parte le future criticità che avrebbero messo fuori mercato lo stabilimento locale”. Il pacchetto di misure - ha ribadito ieri il presidente della Regione Enrico Rossi “consentirà alla multinazionale di valutare nuove scelte strategiche di investimento e ammodernamento degli impianti”.
L’acquisizione di Rosen. Tra queste scelte c’è l’acquisto e la riqualificazione della centrale Rosen che - pur continuando ad essere gestita da Engie (ex Gaz de France), diventerebbe di proprietà Solvay, un’ operazione che prevede un investimento di 50 milioni di euro di cui 32 solo per la nuova turbina.
La posizione di Solvay. «A seguito di numerosi e costruttivi incontri - spiega Solvay in una nota - sulle problematiche energetiche relative al sito industriale di Rosignano, tenutisi nei mesi scorsi con i rappresentanti del Ministero per lo Sviluppo Economico, della Regione Toscana e del Comune di Rosignano, le Istituzioni hanno formulato una serie di misure finalizzate a bilanciare molte di queste criticità ed allontanare così le preoccupazioni legate alla competitività dello stabilimento.La Società Solvay intende ringraziare sentitamente tutti gli interlocutori istituzionali per il notevole impegno profuso ed il valido supporto offerto che rappresenta-no un forte segnale di attenzione alla complessa realtà produttiva del parco industriale di Rosignano. Il Comitato Esecutivo del Gruppo Solvay, dopo aver recepito con estremo interesse le misure formulate, si appresta ora a riverificare la migliore strategia per le proprie produzioni di carbonato di sodio in Europa e, in questo quadro, prenderà in autunno la decisione fi-nale sull'investimento in una nuova unità di cogenerazione a Rosignano».
Rossi e Franchi sulle misure Mise.
«Chi riteneva che per questo territorio la prospettiva di deindustrializzazione fosse un destino ineluttabile deve ricredersi», ha detto ieri Rossi commentando il piano di transizione del Mise. «Molto resta ancora da fare, ma sentiamo di aver preso la strada giusta e colto risultati concreti per il lavoro e per questa parte importante della Toscana». Ed ha aggiunto: «Oltre ai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare voglio ringraziare anche i dirigenti Solvay e quelli della mia Regione per il lavoro preciso e costante che ha consentito di raggiungere questo obiettivo. Anche grazie a loro, il futuro di oltre 1500 lavoratori risulta oggi essere più sereno. Ora ci aspettiamo che il Gruppo Solvay confermi a breve le scelte di investimento".
In sintonia con Rossi il sindaco di Rosignano Franchi che ha ricordato come le misure intraprese dal ministero vadano sostanzialmente in due direzioni, quella “di dare continuità alle produzioni Solvay, consolidando il sito di Rosignano”, e quella di “accelerare investimenti sul territorio”. Nel pacchetto di incentivi per 140 milioni di investimenti, del resto, rientrano oltre Solvay anche altre società interessate all’area industriale di Rosignano. «Mi aspetto ora che il comitato esecutivo di Bruxelles decida di investire sul territorio». Quella di Rosignano è l’unica sodiera in Italia attorno al quale si muovono, tra diretti, indiretti e indotto, quasi 1500 posti di lavoro.
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