Il Tirreno

Asa: «Gli scarichi abusivi mettono in crisi il sistema»

di Manolo Morandini
Asa: «Gli scarichi abusivi mettono in crisi il sistema»

San Vincenzo, resta il divieto di balneazione preventivo in zona Renaione Oggi i risultati delle analisi di Arpat. Il Comune valuta il danno ambientale

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SAN VINCENZO. La pioggia intensa la sera del 24 luglio. Per chiarire quanto accaduto la mattina del 26 alla foce del fosso Renaione il gestore del servizio idrico integrato Asa invita a fare memoria della quantità d’acqua precipitata in pochi minuti: sono caduti 19,3 mm di pioggia con un picco di 13 mm in circa 20 minuti alle 20.30, tutti concentrati nella zona di San Vincenzo centro sud. E ancora nella notte. Mettendo sotto stress il sistema delle fognature. Può bastare a chiarire il perché del blocco delle pompe, nuove, installate nella centrale di sollevamento di via Colombo? E a chiarire l’anomalia per cui il telecontrollo, il sistema di allarme centralizzato, non ha segnalato il malfunzionamento?

L’amministrazione comunale non ritiene sufficienti le argomentazioni del gestore, al punto che nella seduta di giunta del 26 luglio è stato approvato l’atto di indirizzo con cui si dà mandato agli uffici di verificare la possibilità di avviare una procedura per danno ambientale proprio a carico di Asa. Intanto, c’è quella macchia sul litorale. Un nuovo divieto di balneazione, con ordinanza preventiva, in attesa dei riscontri sui campioni d’acqua prelevati dai tecnici Arpat la mattina del 26 luglio in tutta la zona corrispondente al punto di prelievo “San Vincenzo centro sud”. Risposte che sono attese la giornata del 28 luglio.

Asa parte dalla premessa che è il gestore «esclusivamente del servizio delle fognature nere e non ha alcuna competenza nella gestione delle fognature bianche e dei corsi idrici di raccolta delle acque meteoriche, ne del drenaggio delle acque stradali». E sottolinea che «tutto il sistema ha funzionato regolarmente ed ai massimi regimi, seppur puntualmente la nuova stazione di sollevamento presso il fosso Renaione è stata interessata da una abnorme quantità di acqua meteorica che è confluita a monte nella rete di fognatura nera e che ha determinato un momentaneo innesco dell’opera di sfioro». Ma evidenzia che «la soluzione del problema, collegato al sovraccarico idraulico per acque di pioggia, sia da individuare esclusivamente nella completa separazione dalla rete delle acque nere» dalla fognatura per la raccolta e canalizzazione delle acque meteoriche. E ricorda che «attualmente i collegamenti occulti che sono rimasti in essere in attesa del completamento dell’iter di verifica presso le singole unità immobiliari e la regolarizzazione degli scarichi non conformi, che interessa numerosi ulteriori casi oltre quelli già sanati, sono la causa residuale dell’immissione di acque di pioggia nella rete delle nere durante gli eventi meteorici di particolare intensità».

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