Il Tirreno

Le fototrappole per incastrare i furbetti dei rifiuti

di Manolo Morandini
Una discarica a cielo aperto nei pressi dell’Acqua village a Marina di Cecina
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Una discarica a cielo aperto nei pressi dell’Acqua village a Marina di Cecina

Cecina, discariche abusive, il Comune si affida alla tecnologia. L'assessore Barzi: le immagini delle videocamere saranno controllate dalla polizia municipale

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CECINA. Occhi elettronici per catturare ciò che sfugge alla vista di chi è chiamato a vigilare. La strategia per contrastare l’abbandono dei rifiuti punta sulle fototrappole. Da monitorare c’è più di una zona stando ai luoghi preferiti da chi in barba al senso civico vi getta di tutto: potature, oggetti ingombranti, elettrodomestici, rifiuti speciali e perfino sacchi della spazzatura comune. Le zone rosse sono la via Vecchia livornese, la zona compresa tra via Tevere e via Ferrucci, ovvero alle spalle dell’Acqua village e nei pressi dell’ex discoteca Metrò, via dei Parmigiani, il ponte sulla via di San Pietro in Palazzi e il Paduletto.

«I preventivi di spesa sono all’esame dei nostri tecnici in modo da poter avviare la procedura di acquisto», dice l’assessora Caterina Barzi in risposta all’interrogazione della capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani sulla raccolta dei rifiuti. Quante ne saranno acquistate di queste speciali telecamere, che si attivano con il movimento e registrano anche di notte, non è dato saperlo. «L’acquisto sarà fatto nei limiti delle risorse economiche individuate», precisa l’assessora. È certo però che il controllo sarà affidato alla polizia municipale che si farà carico di visionare le immagini.

Al di là del senso civico per Tovani il fenomeno è in parte legato a «un modello di raccolta dei rifiuti non univoco e complessivamente fallimentare, poco incisivo e soprattutto oneroso, dal porta a porta a San Pietro in Palazzi ai cassonetti a Cecina e la differenziata spinta a Marina». Nell’interrogazione, all’ordine del giorno del consiglio comunale del 9 luglio, la capogruppo di Cecina civica sostiene che «appare carente, se non assente, una chiara azione da parte dell’amministrazione per combattere il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti». Replica Barzi: «Si può certo migliorare l’azione di contrasto, ma va detto che Cecina non è una città degradata, anche se vi sono zone che hanno bisogno di maggiore attenzione e che, essendo fuori dall’area più urbanizzata, sono più interessate da episodi di abbandono dei rifiuti». E ancora: «Non si intende presentare un nuovo modello di raccolta dei rifiuti, il fenomeno dell’abbandono è un problema innanzitutto di rispetto delle regole della convivenza civile». Tra novembre e dicembre dello scorso anno sono stati posizionati cartelli di divieto di scarico nelle zone del territorio più esposte al fenomeno. «In via Vecchia Livornese è stata eliminata la batteria dei cassonetti all’incrocio con via Guerrazzi, dove è in essere il porta a porta, perché non funzionale e pericolosa per la viabilità, con i rifiuti abbandonati che finivano per invadere la carreggiata».

Nell’attività di controllo la polizia municipale è coadiuvata dalle Guardie ambientali volontarie (Gav) della provincia di Livorno che pattugliano in particolare le zone periferiche sull scorta delle segnalazioni ricevute in municipio dai cittadini e dalle altre forze dell’ordine. Pizzicati dagli agenti della municipale sono soprattutto società o ditte. Nell’ultimo anno e mezzo i verbali sono stati 36 per un totale di 2.836 euro già incassati e circa 500 euro da recuperare tramite cartelle esattoriali.

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