Il Tirreno

Solvay, «Lavoratori allontanati e premi a chi fa la spia»

di Anna Cecchini
Una veduta dello stabilimento Solvay
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Una veduta dello stabilimento Solvay

Rosignano: i dipendenti delle ditte meccaniche esterne contro Solvay per le norme salvavita Romagnani (Fiom): «Considerati di serie B»

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ROSIGNANO. Allontanamento dallo stabilimento alla terza infrazione alle regole in materia di sicurezza e incentivi economici ai lavoratori che segnalano comportamenti di colleghi che non sono in linea con i precetti indicati dal progetto Life saving rules (Lsr). Le norme sulla sicurezza adottate dalla società Solvay non convincono i lavoratori meccanici dipendenti delle ditte appaltatrici (quasi duecento), che avvertono l’intenzione dell’azienda di creare una sorta di frattura tra i lavoratori interni e quelli esterni. «Non siamo lavoratori di serie b», tuonano Davide Romagnani, della segreteria Fiom Cgil e il coordinamento delle ditte metalmeccaniche del parco industriale.

Lo stabilimento di via Piave ha adottato il sistema Lrs, un insieme di regole per contenere gli incidenti sul lavoro e quindi garantire maggior sicurezza ai dipendenti. «Un metodo - spiegano Romagnani e compagni - che se applicato riduce sensibilmente infortuni e morti bianche. Infatti, per noi delle ditte in appalto è un metodi positivissimo. Quello che contestiamo di questo pacchetto di regole è come vengono applicate le sanzioni». Lo sviluppo del progetto Lrs fornisce infatti, nero su bianco, il tipo di “conseguenza” rispetto alle infrazioni eventualmente fatte da un dipendente. E, come hanno notato i lavoratori delle ditte esterne, prevede una netta distinzione fra le conseguenze previste per il personale Solvay e quello di ditte esterne. «Per la prima e la seconda infrazione - spiegano Romagnani e colleghi - le conseguenze sono quasi uguali, ma alla terza il trattamento cambia. Per il dipendente Solvay è previsto un richiamo formativo, colloquio con il direttore e applicazione del contratto nazionale, che prevede un ventaglio molto ampio di sanzioni fino a un massimo di tre giorni di allontamento dal posto di lavoro. Invece, se la terza infrazione in materia di sicurezza è fatta da un dipendente di ditte esterne è previsto un richiamo formativo e allontanamento dallo stabilimento, con ritiro del badge. Di fatto si toglie il lavoro al dipendente, se la ditta appaltatrice non ha altri cantieri dove inviarlo». I sindacati Cgil delle ditte esterne non ci stanno e segnalano come «il problema non è la regola “salva vita”, che è positiva, ma non è pensabile che ci sia una differenza di trattamento fra i dipendenti Solvay e quelli “esterni”. Non esistono lavoratori di serie a e serie b. Esiste un contratto nazionale e uno Statuto dei lavoratori, e quelli vanno applicati per tutti».

Altro punto che fa sobbalzare i metalmeccanici della Cgil è che Solvay preveda incentivi per chi segnala infrazioni. «Solvay ha diviso i suoi dipendenti i tre gruppi - dice ancora Romagnani - che devono segnalare problemi degli impianti ma anche il corretto uso dei dispositivi di sicurezza. Ci risulta che ogni segnalazione valga un punto e, al termine del periodo, il lavoratore che ha segnalato più infrazioni riceverà 500 euro. Non solo, il gruppo a cui appartiene tale dipendente riceverà 3mila euro da suddividere. Non solo, i premi decadono se nel gruppo si verifica un infortunio con allontanamento dallo stabilimento. È evidente che da una parte i lavoratori Solvay sono incentivati a fare le segnalazioni, e dall’altra a non segnalare infortuni, anche gravi, nel loro gruppo. Perché il rischio è quello di perdere i soldi del premio».

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