Il Tirreno

Le minoranze all’attacco dopo la bagarre in consiglio

di Anna Cecchini

Angeli: «Mai visto un sindaco lasciare l’aula, ho ipotizzato la crisi di governo» Accuse di Sul, Rds e M5S. Franchi: «Una polemica che non ha senso di esistere»

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ROSIGNANO. «È stato un fatto inedito durante la seduta del consiglio comunale, vedere il sindaco che abbandonava il suo scranno,seguito da assessori di giunta. Da parte mia non lo nego, tra tutto ciò che ho pensato, nella situazione determinatasi in consiglio comunale, ho pensato anche all'apertura di una crisi di governo nel comune di Rosignano».

Maria Grazia Angeli, consigliera di Forza Italia, spiega di essere rimasta esterrefatta da quanto accaduto nel pomeriggio di mercoledì, quando sindaco, giunta e maggioranza hanno abbandonato la sala del consiglio. «Mai era successo che la maggioranza del governo locale - sottolinea Angeli - abbandonasse tout-court la seduta del consiglio comunale, durante la discussione, senza giustificato motivo e senza alcuna comunicazione, tant'e' che le forze di minoranza presenti in aula, al momento non hanno ben compreso quanto stava avvenendo».

Polemiche anche le altre forze di opposizione, a partire da Luca Simoncini (Rds): «Sono rimasto deluso e sorpreso da atteggiamento del sindaco, non si era mai visto un sindaco abbandonare l’aula in maniera bizzosa. Il Pd è responsabile di aver bloccato lavori per una bizza del sindaco».

Sulla stessa linea anche Gherarducci (Sul), che punta il dito più contro il gruppo Pd che contro il primo cittadino. «Lui è uscito individualmente, si assumerà le sue responsabilità. Il Pd ha lasciato l’aula, impedendo in questo modo che si portasse a votazione una mozione importante per interesse cittadini. Si assumeranno la loro responsabilità politica davanti ai cittadini».

Richiama l’attenzione sulla necessità di seguire le norme di “gestione” del consiglio il M5S. «Abbiamo letto il regolamento - dice Mario Settino - e il sindaco non risulta iscritto a nessun gruppo, e quindi non può fare la dichiarazione di voto. Doveva essere il segretario generale, in qualità di garante, a interrompere la seduta per fare valutazioni sulla base del regolamento. Invece si è creata una situazione grottesca».

Luca Agostini, capogruppo del Pd che con i suoi consiglieri ha lasciato l’aula facendo così decadere il numero legale, spiega che «eravamo lì per discutere i problemi dei cittadini. In passato, almeno 3 o 4 volte, è capitato che durante il dibattito abbiano chiesto spiegazioni alla giunta anche in momenti in cui formalmente non si poteva. Il sindaco voleva intervenire non per avere l’ultima parola, ma per fornire chiarimenti e le opposizioni si sono messe a contestare. Mi ha dato fastidio, mi è sembrato un comportamento stupido e anche antidemocratico».

Dal canto suo, il primo cittadino butta acqua sul fuoco, e assicura che la sua uscita dalla sala consiliare non ha avuto alcun intento polemico.

«Trovo discutibile - spiega Alessandro Franchi - che non si lasci al sindaco la possibilità di portare un contributo. Dato che non mi facevano parlare visto che avevo altre cose da fare, come capita spesso, ho anticipato la mia uscita e sarei rientrato. Per me questa polemica non ha senso di esistere».

Anna Cecchini

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