Risolto il mistero dell’osso
SAN VINCENZO. Non ci sono dubbi. Quell’osso è una tibia. Ed è di origine animale. Si chiude il cerchio. Nessun giallo. Quello che a un primo esame sommario poteva essere classificato come un macabro...
SAN VINCENZO. Non ci sono dubbi. Quell’osso è una tibia. Ed è di origine animale. Si chiude il cerchio. Nessun giallo. Quello che a un primo esame sommario poteva essere classificato come un macabro reperto non è la traccia di un mistero da indagare.
A far luce su quella parte di arto restituita dal mare sono i carabinieri di Piombino a cui il caso è stato affidato dalla Procura di Livorno all’inizio di giugno. Più di un riscontro e la conferma definitiva venuta dall’esame dei medici del servizio veterinario dell’Azienda sanitaria: si tratta della tibia di un cervide. Ovvero, stando a quelli che frequentano i nostri territori cervo, daino o capriolo. Scartata in via definitiva l’ipotesi della prima ora che quell’osso fosse appartenuto a una donna di altezza tra 1,50 e 1,55 metri.
Si chiude così l’indagine avviata dalla Procura di Livorno che a seguito del ritrovamento aveva autorizzato ad eseguire tutti i riscontri necessari per far luce sull’origine di quell’osso. In particolare, se si fosse riscontrata la natura umana sarebbe stato necessario inviarlo al Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche (Racis) per l’estrazione del Dna e le ricerche nelle loro banche dati.
Il ritrovamento risale al 4 giugno, sulla spiaggia di San Vincenzo. A trovare l’osso nell’acqua, vicino alla battigia, Gilberto Galligani. Si stava concedendo un bagno in mare, una pausa dalla sua attività di gestore con la famiglia dell’hotel Villa Tramonto, quando si è imbattuto nell’osso. Sulla spiaggia, dopo le mareggiate, di ossa se ne depositano parecchie. Ossa di animali, la maggior parte delle volte, che arrivano portate dai fiumi e dai torrenti, trasportate lungo il litorale dalle correnti.(m.m.)
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