Il Tirreno

Ostaggio della burocrazia il frantoio non può aprire

di Manolo Morandini
Luigi Brunetti all'interno del frantoio realizzato a Collemezzano
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Luigi Brunetti all'interno del frantoio realizzato a Collemezzano

Cecina, la protesta dell’imprenditore Luigi Brunetti dopo mesi di mancate risposte: bloccato anche l’impianto fotovoltaico per un errore del gestore energetico

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CECINA. L’impianto fotovoltaico è spento. Il frantoio bloccato. L’uno perché nella pratica con il gestore energetico la sua ditta individuale è stata classificata come Società a responsabilità limitata (Srl). L’altro per i problemi di allaccio dei bagni di servizio alla rete pubblica. L’imprenditore Luigi Brunetti, 67 anni e un’esperienza internazionale, non si arrende, continua a dare battaglia e non ci gira intorno. «Se ancora qualcuno si chiede perché in Italia in pochi sono disposti a investire il mio è un caso di scuola».

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Mettiamo giù due cifre. L’impianto fotovoltaico grosso modo è costato 130.000 euro. È pronto da mesi, ma non può utilizzarlo. 25 ettari di terreno coltivati a vigneti e oliveti. Una cantina. L’Agrihotel Elisabetta dispone di 31 camere doppie, 2 appartamenti e 3 suite. Una piscina. L’impianto è stato tarato per soddisfare i consumi energetici dell’impresa. L’ultima struttura in ordine di tempo è il frantoio. «Ho investito 1.200.000 euro per realizzarlo, con una linea moderna e una con macine a pietra – spiega l’imprenditore Brunetti –. Eppure, non posso metterlo in esercizio finché non ho l’allaccio alla rete fognaria dei bagni di servizio del personale». Qui l’inghippo è targato Asa, il gestore del servizio idrico integrato.

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Il nodo pannelli. Il principio dell’impianto fotovoltaico è quello dello scambio sul posto: l’elettricità che produce serve per il fabbisogno dell’Agrihotel Elisabetta, il di più viene ceduto alla rete di distribuzione. Il contratto con Enel Energia Spa viene firmato a fine 2015. «Nell’intestazione cliente Agriturismo Elisabetta ho specificato che si tratta di una impresa individuale, tuttavia erroneamente Enel Energia mi ha rubricato come Srl – spiega Brunetti –. Sembra una cosa da niente, ma di fatto non riesco a venirne a capo. L’indice della mano destra si è consumato, tante sono le volte che ho chiamato a Potenza dove ha sede il servizio clienti».

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Telefonate e una serie di raccomandate, tra cui quella affidata al Movimento consumatori. «Sono ancora bloccato – dice –. C’è stato un errore, capisco che possa capitare, ma non mi spiego perché sia così complicato rimediare. I miei reclami sono caduti nel vuoto».

Il nodo bagni. Nella zona di Collemezzano Asa ha realizzato una rete speciale. L’impianto funziona in depressione. Una stazione di pompaggio e una rete di tubi di 14 chilometri, inaugurata nel 2014. L’intervento ha avuto un costo complessivo di 3 milioni di euro, e serve le vie Po, Trento, Metauro, Potenza e Gorizia. Brunetti chiede l’allaccio su via Gorizia. «A settembre dello scorso anno da Asa mi dicono che per ragioni tecniche su quella via non si può fare – spiega –. Non mi sono dato per vinto e ho provato a venire a capo di questi problemi tecnici. Individuo la soluzione, con il supporto di un ingegnere che segue il progetto del frantoio. Mi ripresento nella sede di Asa lo scorso gennaio e finalmente arriva il via libera».

Per realizzare l’allaccio deve pagare 7.000 euro al gestore. «Ho provveduto subito al pagamento, ma non si è visto nessun operaio. Aspetto ancora un po’ poi farò i passi necessari per tutelare i miei interessi». Senza quei bagni non può chiedere l’agibilità per il frantoio e metterlo in marcia. «Ho 4.000 piante di olivo – conclude –. Già lo scorso anno ho dovuto rivolgermi all’esterno per la frangitura. Ma quest’anno non sono disposto a farlo».

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