Il Tirreno

Due morti, i sette parà si salvano lanciandosi

di Manolo Morandini
I soccorritori e le forze dell'ordine sul luogo dell'incidente
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I soccorritori e le forze dell'ordine sul luogo dell'incidente

Cecina, si apre un paracadute d’emergenza a bordo, l’uomo sospinto fuori urta la coda del velivolo e la spezza. Pilota e copilota si schiantano a terra

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CECINA. C’è una striscia nel campo di cipolle. Ed è lunga decine di metri. I ciuffi sono schiacciati. Abbattuti dai passi della corsa disperata di chi ha visto i compagni di volo precipitare. Si ferma dove l’aeromobile Pilatus si schianta. L’aviosuperficie del Paduletto, a Marina di Cecina, è a trecento metri. Ore 12,40. Dal cielo arriva un rumore insolito. Il tempo di alzare lo sguardo. Pochi istanti. L’impatto sordo. Il cumulo di lamiere. Muoiono il pilota Alessio Orzella, 37 anni di Roma, e il copilota Cherubino Sbrana, 28 anni di Carmagnola (Torino).

Ai primi che arrivano non resta che allontanarsi. C’è il rischio che esploda il carburante a bordo. Il velivolo è spezzato, in due. Quel volo è uno dei tanti dello Skydive Kalifornia, l’associazione che nel fine settimana utilizza la pista per portare in quota gli appassionati di paracadutismo. Un incidente nella fase di lancio. Tutto porta qui. Sono i filmati acquisiti dagli inquirenti a documentare la tragedia. Un paracadute di soccorso che si apre all’interno del velivolo. Incolumi i sette paracadutisti, tra cui due istruttori della scuola, attiva a Cecina da luglio dello scorso anno.

Più di un’ora. Tanto è servito per rintracciare l’unico paracadutista disperso. In volo per le ricerche nella zona si è levato anche Pegaso, l’eliambulanza del 118, chiamato sul posto per l’emergenza. L’uomo, il primo a lanciarsi, è stato ritrovato in via Pasubio. In stato di choc. Non ricorda niente. Neppure di aver fatto il lancio. Viene subito trasferito al pronto soccorso. E viene ricoverato all’ospedale di Cecina. Mentre è a bordo, a quota 4.000 metri, il paracadute di soccorso si apre. I compagni di lancio seguono le procedure di emergenza. Lo spingono fuori dal velivolo. Non c’è altro da fare. L’uomo urta il piano di coda dell’aereo. Che si spezza. A proteggerlo dall’impatto è lo zaino con dentro il paracadute. Sul sacco gli inquirenti accerteranno il segno dell’urto.

Il velivolo da quel momento inizia a perdere stabilità. Perde la portanza. Si avvita. Scivola in picchiata, a pancia sopra. E si schianta al suolo di muso. Gli altri paracadutisti fanno in tempo a mettersi in salvo. Ma è un lancio disperato, con lo sguardo fisso sulla sagoma dell’aereo. Una manciata di secondi. L’uomo che riesce a sganciarsi dal paracadute di emergenza e a tirare in tempo quello principale.

L’Agenzia nazionale sicurezza volo ha aperto un’inchiesta. Sul luogo dell’incidente è arrivata da Roma una squadra di investigatori. Gli inquirenti della mobile e della scientifica coordinati dal pubblico ministero Fiorenza Marrara della Procura di Livorno hanno provveduto a sequestrare tutti gli elementi utili. I filmati delle videocamere come lo zaino del paracadutista recuperato in via Pasubio.

Per Orzelli, che ieri aveva sostituito il collega Umberto Sampieri di Siena, e Sbrana, si profila l’ipotesi di aver comunque evitato il peggio. Con lo schianto a qualche centinaio di metri dall’area del campeggio Le Tamerici. A bordo anche due istruttori dello Skydive Kalifornia per due lanci in tandem, quindi con persone pressoché inesperte. E altri arrivati a Marina per coltivare la propria passione. Tutti restano ammutoliti. Nessuno che trova le parole per raccontare l’accaduto. Rabbia. Disorientamento e dolore. Sono i sentimenti che traspaiono dai volti prima che siano accompagnati in commissariato a Cecina. Qualcuno non ha neppure la forza di sfilarsi di dosso la tuta da lancio. Dalle loro testimonianze e dai filmati la dinamica dell’incidente si sta delineando lasciando poche zone d’ombra.

Gli inquirenti hanno riscontrato che il paracadute di soccorso si apre senza che l’uomo faccia alcuna manovra. Sul posto per ore lavorano i vigili del fuoco. A sostegno della polizia ci sono gli agenti della municipale e i carabinieri di Cecina. Chi lancia i soccorsi chiamando il 118 parla di una zona di campagna. In volo si leva l’eliambulanza Pegaso. Ma quando atterra la scena non lascia spazio al dubbio. Non c'è più niente da fare. Lo constata anche il personale della Pubblica assistenza di Cecina, sul posto con due ambulanze.

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