Sospesa la licenza «Perché accanirsi contro questo bar?»
L’ex gestrice dopo il nuovo provvedimento della Questura «Tre anni fa capitò a me. Servo il cliente non chiedo la fedina»
DONORATICO. Stessa storia, stesso bar. Tre anni fa gli fu sospesa la licenza su decisione del questore per "grave pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica" in seguito a controlli che hanno appurato come l'esercizio fosse "inconfutabilmente ritrovo abituale di persone pericolose e pregiudicate". Allora era il What's up e la titolare Patrizia Fabris aveva mosso persino un'azione legale, ancora aperta, per rivendicare i danni economici ma soprattutto d'immagine subiti.
Oggi ai nuovi titolari del bar capita la stessa cosa e l'ex gestrice torna a parlare sul caso. «L'attuale titolare del bar, la signora Melnychuk - scrive in una nota la Fabris - sta subendo, dopo tre anni, lo stesso inspiegabile castigo riservatomi allora: la chiusura del locale, a me capitò per 15 giorni nel pieno della stagione, a lei 10 giorni ad inizio stagione (sempre su disposizione del questore di Livorno ai sensi dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Ma non è una questione di numeri, quello che so - continua - è che non mi sono mai ripresa da una simile umiliazione, addirittura decisi di abbandonare l'attività e persino il paese. Ho la netta sensazione che ci sia nei confronti di quel bar, che peraltro vanta lunga vita, una sorta di complotto-persecuzione volto a far ritirare la licenza. E' l'unico esercizio pubblico ad aver subìto la stessa condanna per ben due volte in tre anni! Ho ancora in atto il ricorso fatto e per questo mi appello all'illustrissimo Signor giudice che dovrà stabilire le colpe dei gestori, il cui impegno è servire il cliente senza informarsi sulla loro fedina penale o sulle varie abitudini casalinghe, a meno che, lo stesso cliente, non si comporti in maniera inadeguata creando disordini, cosa mai successa durante la mia gestione e nemmeno nell'attuale, a quanto mi risulta».
«Riterrei più costruttivo - conclude Fabris - in caso di frequentazioni "pericolose"(ma allora mi chiedo perché stanno in giro, se pericolose), che fossero le forze dell' ordine ad intervenire e collaborare col gestore segnalando coloro ritenuti non idonei ed invitandoli ad evitare di frequentare tutti i bar. Infine giorni fa, proprio su questo quotidiano, ho letto di una retata in un bar del paese con relativo arresto, eppure da noi non è mai successo...ma il trattamento non è stato paritario».
Divina Vitale
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
