Il Tirreno

Sanità, un futuro fumoso e i problemi di sempre

di Alessandro Bientinesi
Sanità, un futuro fumoso e i problemi di sempre

Le voci della protesta all’assemblea pubblica che si è tenuta al Comune vecchio Dal pronto soccorso alle liste d’attesa e la difficoltà di comprendere la riforma

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CECINA. Qualcuno ha esposto un cartello con scritto “Meno fiabe e più sanità”. Altri hanno chiesto a gran voce soluzioni per risolvere i problemi legati a liste d’attesa per gli esame e carenza di personale. Questi alcuni dei temi caldi emersi all’incontro sulla sanità organizzato al Comune vecchio a Cecina la sera del 7 giugno, poche ore dopo la commissione consiliare sanità e sociale alla presenza di Edoardo Maino, direttore della programmazione dell’Area vasta Toscana Nord ovest a cui sono state rivolte molte domande sul futuro dell’ospedale di Cecina.

«Ci ha spiegato che sono arrivate delle indicazioni e delle proposte da inserire in questo piano dai professionisti locali, quali sono? – ha chiesto Paolo Barabino di Forza Italia –. Molti cittadini, poi, hanno a cuore la questione dell’ospedale in rete Cecina-Piombino, cosa che preoccupa non poco. Qui quali indicazioni ci sono?». Intervento anche di alcuni cittadini del comitato locale per la sanità pubblica. «Noi non abbiamo capito bene quale sia questo piano per l’area vasta, per noi sono le solite chiacchiere – hanno detto durante l’incontro pubblico –. Vogliamo sapere se la strumentazione all’interno dell’ospedale è sfruttata in maniera adeguata o meno e se è sottoutilizzata questo ci costringa a rivolgerci ai privati».

Tema molto sentito dai presenti, poi, quello del pronto soccorso, ancora con il comitato per la sanità pubblica in prima fila. «Due medici del pronto soccorso hanno il contratto in scadenza: verranno sostituiti entrambi oppure nessuno dei due? Con il pronto soccorso al collasso e una forte carenza di personale questo ci preoccupa. Ci sono stati, poi, dei corsi per il “see and treat”, un modo nuovo per smaltire i casi meno gravi ma non ci sono indicazioni che questo sistema di gestione delle emergenze sia entrato in vigore».

Intervento anche di Vincenza Zagaria incentrato, partendo da una vicenda personale, sui tempi di attesa. «Ho trovato l’intervento di Maino un po’ troppo sincretico, ma le criticità da affrontare sono tante – ha detto –. Prima di tutto i tempi di attesa per degli esami specialistici e i costi che nel pubblico non sono più così bassi rispetto a quelli del privato. Si ha l’impressione di spingere il cittadino lontano dalla sanità pubblica». Quesiti sulle risorse economiche a la sua gestione anche da parte del M5S, con Lippi e Maino che hanno spiegato come la «volontà sia quello di condividere e discutere dei piani futuri in tema di sanità. Ma con processi di riorganizzazione che sono vincolati al decreto Balduzzi e che richiedono tempi lunghi. Le indicazioni e le domande emerse nell’incontro che saranno prese in considerazione».

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