Il Tirreno

il caso

L’istituto buddista: non facciamo politica

di Maria Meini
L'istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia
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L'istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia

A sorpresa il direttore del Lama Tzong Khapa replica alle polemiche sulle "23 tessere Pd"

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SANTA LUCE. Il direttore dell’istituto buddista di Pomaia Filippo Scianna rompe il silenzio e, a sorpresa, interviene sulla polemica delle “23 tessere buddiste” che ha accompagnato per mesi la lunga campagna elettorale di Santa Luce. «Ci tengo a dire - afferma Scianna, da quattro anni direttore del Lama Tzong Khapa - che il nostro istituto non ha mai partecipato e non partecipa a nessun titolo alle vicende politiche di Santa Luce. Noi teniamo rapporti solo con le istituzioni in quanto tali. Non ci interessano i colori politici, il buddismo esisteva ben prima del Partito democratico».

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Ma perché intervenire solo ora, dopo il voto? «Non l’ho fatto prima - risponde Scianna - perché qualunque spiegazione durante la campagna elettorale sarebbe stata a rischio di strumentalizzazione dall’una o dall’altra parte». Il direttore precisa che «i tesseramenti sono a titolo personale, il vicedirettore Loprete non ha titolo a parlare a nome dell’istituto, ma solo a livello personale». Quanto alla polemica sulla visita del deputato Ermete Realacci al Lama Tzong Khapa insieme alla candidata Giamila Carli, Scianna sottolinea che «Realacci non è stato invitato dall’istituto, ma ha chiesto di poterlo visitare e noi gli abbiamo aperto le porte come facciamo a tutti, nessuno escluso, di qualunque colore politico».

 

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