Il presidio
Fascicolo su Casa Fattori Rugo prepara la denuncia
Bibbona, contestati i servizi dati in appalto e dubbi sulla caduta di un’ospite Il presidente della Rsa Panetta: «Non c’è niente di nascosto sotto il tappeto»
CECINA. Due verità a confronto. Talmente distanti che sembrano appartenere a realtà diverse. Invece, il teatro dello scontro è la Rsa Casa Fattori di Bibbona. Da una parte l’esponente dell’opposizione Massimiliano Rugo che nelle vesti di presidente della 5ª commissione consiliare di Controllo, vigilanza e garanzia, ha firmato una diffida alla cooperativa L’Agorà d’Italia che opera all’interno della struttura per anziani.
Dall’altra il presidente di Casa Fattori che replica: «Nulla è stato nascosto sotto il tappeto». Ritardi nei pagamenti degli stipendi, dubbi sul rispetto di quanto previsto nell’appalto aggiudicato dall’Agorà. È quanto contesta Rugo. Fino al caso del decesso di un’anziana caduta nella struttura e morta dopo un mese di coma in ospedale a Livorno.
«Casa Fattori esegue regolarmente i pagamenti ad Agorà, secondo quanto contrattualmente stabilito – afferma Panetta –. Pertanto il ritardo nel pagamento degli stipendi alle dipendenti della cooperativa in alcun modo può essere imputato alla casa di riposo».
Che aggiunge: «Dalle rivelazioni di Rugo sembrerebbe emergere un quadro in cui Agorà viola regolarmente tutte le condizione di appalto, nella più assoluta indifferenza del consiglio di amministrazione di Casa Fattori. Nulla di più inesatto. Nonostante l’oggettivo momento di difficoltà il servizio è comunque garantito, anzi addirittura migliorato, dato che la cooperativa ha fornito spontaneamente un numero maggiore di ore di assistenza infermieristica rispetto a quanto previsto. Le stesse attività sociali e di animazione vengono regolarmente svolte sulla base di un programma ben definito».
E in merito al decesso dell’anziana: «Il caso non è stato dimenticato o “insabbiato”, quasi a nascondere un disservizio o una grave negligenza. È attualmente in corso un procedimento legale di tipo civile che i parenti della signora hanno intrapreso con un proprio avvocato. Il sollevatore utilizzato dall’operatrice fa parte della strumentazione consegnata ed affidata in custodia all’Agorà, in perfetto stato di funzionamento e di manutenzione in ogni sua parte, compresi i teli occorrenti per il sollevamento dei pazienti, ed accettato dalla stessa senza alcun rilievo od eccezione».
Resta fermo nella sua posizione Rugo. Dal caso dei ritardi nel pagamento degli stipendi ai rilievi sulle attività previste nel capitolato d’appalto. «Una cooperativa che tiene il personale con l’acqua alla gola, che non lo rifornisce dei mezzi necessari allo svolgimento in sicurezza delle proprie mansioni». Ed è certo che la caduta dell’anziana sia dovuta a «una imbracatura usurata che si strappa ad una operatrice sanitaria che manovra da sola un’anziana tetraplegica che cade e muore dopo un mese di agonia».
E sottolinea: «Il trasferimento furtivo, il giorno seguente, della responsabile del fatto in altra struttura a Prato, un provvedimento disciplinare alla collega che doveva essere con lei a manovrare l’anziana invalida, nessuna denuncia penale esistente in Procura».
Il tutto sarebbe i frutto di 5 mesi di indagini conoscitive condotte dai consiglieri del suo gruppo Responsabilità civica «con dichiarazioni e prove alla mano che confluiranno in un fascicolo che verrà prodotto alla competente autorità giudiziaria». (m.m.)
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