Il Tirreno

C’è carenza di personale Pronto soccorso al collasso

di Manolo Morandini
Il pronto soccorso dell'ospedale di Cecina
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Il pronto soccorso dell'ospedale di Cecina

Cecina, il sindacato autonomo Fials teme peggioramenti con l’arrivo dell’estate. Boem: ad oggi non è dato sapere se è previsto un piano straordinario

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CECINA. Inchiodati al punto di partenza. Il pronto soccorso dell’ospedale di Cecina si conferma una nota dolente. Il sindacato autonomo Fials denuncia il caso della breve osservazione, che «funziona come una medicina d’urgenza», e la carenza di personale infermieristico e operatore socio sanitario. Tutte emergenze segnalate da tempo alla direzione sanitaria, ma con una certezza in più. «Tutto ciò è suscettibile di un ulteriore peggioramento in prossimità del periodo estivo, con l’incremento esponenziale degli accessi da parte dei turisti, in assenza di un piano straordinario di intervento che ad oggi ancora non è dato sapere se previsto», sostiene Daniela Boem del Fials.

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Il sindacato autonomo chiede «interventi urgenti per prevenire l’insorgenza di eventi avversi ed evitare l’attribuzione improprie di responsabilità agli operatori». Nel dettaglio, la carenza di personale al triage, con un solo infermiere nel turno notturno, «rende difficoltoso il monitoraggio degli utenti – dice Boem –. Rileviamo tra l’altro come il locale di attesa non permette la sorveglianza a vista di tutte le persone presenti». E puntando la lente sull’Obi, osservazione breve intensiva, sottolinea che «un solo infermiere è insufficiente per garantire una adeguata assistenza ai 6 posti letto, in considerazione della tipologia e dei tempi di permanenza dei pazienti». E aggiunge che «la riduzione dei posti letto ospedalieri ha ridotto le capacità di ricovero dei reparti per cui la breve osservazione funziona come una medicina d’urgenza, con un notevole impegno per il personale infermieristico in termini assistenziali e per gli Oss in termini di igiene alla persona e confort».

Dito puntato sulle modalità con cui l’azienda fa fronte alla carenza di personale, «utilizzando strumenti, quali il prolungamento orario, il salto del riposo e l’accumulo delle ferie non fruite», dice Boem. Che conclude: «Poiché queste modalità di impiego del personale violano il contratto di lavoro il Fials ne chiede l’immediata cessazione. Si contesta, inoltre, la continua modifica del turno di lavoro definito dal coordinatore d’area come “provvisorio e passibile di cambiamenti”. Una condizione di indeterminatezza che impedisce al lavoratore la programmazione del proprio tempo di vita».

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