«I vertici dell’istituto non devono fare politica»
La polemica. L’ex segretaria Pd Enza Mascia, in lista con Andrea Marini contro la visita di Realacci e Mazzeo: «Se vogliono schierarsi si dimettano»
SANTA LUCE. «Se vogliono fare politica attiva devono lasciare le loro cariche all’interno dell’istituto». Enza Mascia, seguace del centro buddista Lama Tzong Khapa, ex segretaria del Pd santalucese, consigliera comunale uscente e candidata nella lista “Santa Luce democratica. Andrea Marini sindaco” spara a zero sulla scelta dei vertici dell’istituto di Pomaia di accogliere, in piena campagna elettorale per la scelta del prossimo sindaco del paese collinare, il deputato Pd Ermete Realacci e il vicesegretario regionale del Pd Antonio Mazzeo. La visita, collegata a un’iniziativa della lista a sostegno della candidata a sindaco Giamila Carli, si è svolta sabato scorso e ha fatto storcere il naso ad Enza Mascia. E non solo. «Faccio queste considerazioni - spiega l’ex segretaria del Pd di Santa Luce - né come consigliera uscente né come rappresentante di Santa Luce democratica, ma come buddista». Già, perché Mascia ha cominciato a frequentare l’istituto Lama Tzong Khapa nel 1982, e da oltre vent’anni risiede sul territorio santalucese. «Non sono contro l’istituto - spiega - in quanto centro buddista, ma contro questa dirigenza. Mi sembra che dallo scorso febbraio in poi le persone ai vertici del centro facciano politica attiva. E io non condivido questo, e come me la pensano in molti».
Che l’istituto buddista fosse il fulcro dello scontro politico in vista delle amministrative del prossimo 5 giugno è stato chiaro fin dall’inizio dell’anno. Quando proprio dall’istituto sono “spuntate” 23 nuove tessere del Pd, registrate direttamente in Federazione a Pisa e non nel circolo locale, di cui allora era appunto segretaria Enza Mascia. Tessere che, dopo settimane di polemiche, hanno portato a uno strappo in casa dei democratici santalucesi, e alla candidatura di Giamila Carli, nella cui lista ci sono alcuni dei nuovi tesserati.
«L’istituto - prosegue Mascia - è sorto oltre 40 anni fa per la diffusione del Dharma (le regole del buddismo) e anche per aiutare chi è in difficoltà. Se i vertici del centro fanno politica direttamente significa che hanno interesse a farlo. In questo modo viene strumentalizzato un luogo che dovrebbe essere dedicato soltanto all’insegnamento delle discipline buddiste». Secondo Mascia circa la metà dei frequentatori assidui dell’istituto - un centinaio molti dei quali risiedono all’esterno- «non condividono queste scelte. Ci sono fondatori dell’istituto che ormai vengono considerati “vecchi” e non vengono neppure più presi in considerazione».
Per tornare alla visita di Realacci e Mazzeo al Lama Tzong Khapa, l’ex segretaria Pd in lista per Andrea Marini, sottolinea che «sarebbero potuti andare a far visita all’istituto magari dopo le elezioni, che so, a metà giugno. Adesso non era assolutamente il momento».
Anna Cecchini
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