Il Tirreno

Franchi: «Armunia non chiuderà né sarà depotenziata»

di Alessandra Bernardeschi
Franchi: «Armunia non chiuderà né sarà depotenziata»

Il sindaco replica e chiarisce il progetto dell’amministrazione «Al contrario, vogliamo consolidare l’associazione»

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ROSIGNANO. «Nessuno vuole chiudere o depotenziare Armunia e neppure ridurre la qualità complessiva dell'offerta culturale sul territorio. Anzi, partendo da una difficoltà oggettiva nella quale si trovano le nostre strutture abbiamo rilanciato il nostro impegno proprio verso quelle attività culturali che da anni sono un elemento di sviluppo del territorio». All'indomani delle perplessità avanzate da alcuni cittadini nonché dal condirettore di Armunia Fabio Masi circa il progetto di riorganizzazione delle attività culturali - che prevede la dislocazione di alcuni eventi, l’abbattimento della tensostruttura e la chiusura del castello Pasquini nel 2017 per lavori di riqualificazione - non si fa attendere la riposta del sindaco Alessandro Franchi.

Una risposta a tutto tondo, quella del sindaco, rivolta a rassicurare ma anche a difendere le proprie scelte e quelle della sua giunta. «Riqualificare il castello Pasquini, terminare i lavori della Foresteria e dell'anfiteatro a Rosignano Marittimo, acquisire il teatro Ernesto Solvay - dice Franchi - consentirà di avere più contenitori e di migliorare qualità dove svolgere le attività culturali».

Il sindaco difende anche la scelta di diversificare le proposte culturali «perché - dice - l'amministrazione comunale deve tenere conto delle richieste avanzate dai cittadini. Deve essere chiaro: nessuno vuole chiudere Armunia o penalizzarla in alcun modo. Anzi questo progetto è teso a consolidare il lavoro dell'associazione che potrà così portare avanti il progetto delle Residenze artistiche, cuore delle attività di Armunia, non più in strutture inadeguate ma in spazi ed in un contesto di pregio come la fattoria arcivescovile di Rosignano Marittimo. Così come il nostro progetto - continua il primo cittadino - migliorerà le strutture dove saranno svolti gli spettacoli».

Per quanto riguarda il castello Pasquini luogo dove fino ad oggi si è sviluppato il progetto Armunia «nessuno ha l'idea che venga trasformato in un centro dove saranno svolte prettamente attività turistico - commerciali. Il castello ha necessità di interventi di riqualificazione - dice il sindaco - in modo che iniziative come quelle che oggi già vengono effettuate, comprese quelle culturali, possano svolgersi in spazi rinnovati. L'intento di riqualificare il castello - precisa Alessandro Franchi - parte dalla volontà di avere spazi migliori per iniziative legate alla cultura. Ciò non vuol dire escludere anche la possibilità di organizzare all'interno delle sale, mostre mercato, convegni e matrimoni. Così come è sempre stato fatto. Un uso che, una volta rinnovati i locali, potrà migliorare anche gli introiti per la Fondazione Armunia».

Quindi il teatro Solvay «sarà uno spazio che ci potrà permettere di programmare una piena stagione teatrale. Una stagione teatrale diversificata, questo si - ribadisce il sindaco - perché dobbiamo ascoltare le richieste che ci provengono dai cittadini».

Infine Franchi interviene sulla condivisione delle scelte: «Ho parlato di questo progetto con Vincenzo Brogi, presidente dell'associazione Armunia, ed è stato condiviso con i vertici dell'associazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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