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Da Sei Toscana al caro Tari i Socialisti e le ragioni del no
CASTAGNETO CARDUCCI. Non è d’accordo sul piano economico-finanziario di Sei Toscana, che gestisce i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Castagneto Carducci. Il no espresso in consiglio...
CASTAGNETO CARDUCCI. Non è d’accordo sul piano economico-finanziario di Sei Toscana, che gestisce i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti a Castagneto Carducci. Il no espresso in consiglio dal consigliere Johnny Calderini, eletto in quota Socialisti, segna uno strappo nella maggioranza. Anche se non c’è alcuna volontà di frattura. «La giunta comunale con l’ufficio Tributi hanno fatto un ottimo lavoro, cercando di distribuire l’aumento delle tariffe sulla nettezza urbana, nel miglior modo possibile – afferma Calderini –. Il voto contrario è riferito esclusivamente all’approvazione del piano economico-finanziario presentato all’amministrazione dal gestore unico del servizio per la Toscana Sud, la società Sei Toscana Srl».
Il consigliere Socialista entra nel merito e mette in fila ciò da cui si sarebbe atteso un minor costo. «Le rassicurazioni dei dirigenti della Società in sede di commissioni consiliari, i vantaggi delle gestioni di area vasta rispetto a quelle di realtà più piccole e che solo 18 su 106 comuni dell’ambito abbiano affidato a Sei Toscana il servizio di bollettazione, mentre gli altri tra cui Castagneto abbiano deciso di farlo fare ai propri uffici tributi». E ancora: «Nonostante l’ottimo lavoro del nostro ufficio Tributi che ha fatto emergere ben 80.000 metri quadrati di superficie imponibile sconosciuta al servizio di riscossione, precedentemente affidato ad Asiu, che avrebbe dovuto comportare un vantaggio di oltre 100.000 euro rispetto al costo totale del 2015», sottolinea. Invece, per Calderini «Castagneto avrà lo stesso servizio, non a un costo minore, come ci aspettavamo, ma con un discreto aumento pari a circa 120.000 euro. Per di più grazie all’aumento della parte fissa dei costi rispetto a quella variabile chi ha un peggior servizio pagherà di più e viceversa rispetto al 2015». E conclude: «Queste sono le motivazioni che hanno spinto a rigettare l’approvazione. Il Partito socialista nel rispetto dei propri principi non può essere favorevole».(d.v.)
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