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Bayahibe, il caso in consiglio comunale
San Vincenzo, interrogazione sugli sviluppi della vicenda giudiziaria dello stabilimento balneare
SAN VINCENZO. La lista civica Assemblea sanvincenzina (As) porta oggi in consiglio comunale l’interrogazione sugli sviluppi della vicenda relativa allo stabilimento balneare Bayahibe di via del Tirreno.
«Considerato l’annoso contenzioso che ha visto il condominio Belmare di via Etruria e via del Tirreno – si legge nel documento – impugnare pareri e concessioni edilizie rilasciati da Soprintendenza di Pisa e Comune di San Vincenzo alla Società Acquachiara, culminato con la sentenza del Consiglio di Stato del 14 dicembre 2015, che annulla la previsione urbanistica contenuta nel Piano spiaggia del 2006 e tutti i permessi a partire dalla prima concessione del 2008 fino alle ultime varianti, e che porta inevitabilmente all’obbligo da parte del Comune di annullare la concessione demaniale, di emettere ordinanza di demolizione della struttura e di farla ottemperare nei tempi e modi previsti dalla legge, vista la spregiudicata condotta del Comune, che ha sempre dimostrato inerzia e passività nell’accettare e dare seguito alle varie sentenze del Tar e si è sempre costituito in giudizio nei ricorsi precedenti, considerata la delibera di giunta 63 del 22 marzo 2016, con la quale la giunta autorizza il sindaco a promuovere un ricorso per revocazione della sentenza, visto il processo penale in corso - prosegue l’interrogazione - a carico del dirigente dell’area Servizi per il territorio, della proprietà e del proprio tecnico per abuso edilizio relativo alla costruzione in oggetto, considerata la presenza permanente del chiosco di recente costruzione adibito, durante la scorsa stagione estiva, a locale per la somministrazione di vivande, di una tettoia in legno realizzata direttamente sulla spiaggia e di bagni e docce, presenti da diversi anni e adiacenti la via del Tirreno», la lista civica chiede in che senso la questione possa essere definita «un contenzioso tra privati come affermato dal sindaco Bandini in occasione di un incontro promosso dall’associazione Libera durante la campagna elettorale del 2014, quali siano i motivi che spingono l’amministrazione a inoltrarsi in un ulteriore percorso giudiziario».
As chiede inoltre se è vero che sindaco e assessore all’Urbanistica si siano recati a Firenze dal presidente della Regione per trovare il modo di sanare la situazione e «se è vero che sono state effettuate, da parte di tecnici comunali o di chiunque altro incaricato dall’amministrazione, indagini negli archivi della Soprintenza di Pisa e a che scopo, se è vero che i manufatti precari sopra citati siano dotati di autorizzazione paesaggistica stagionale (massimo 120 giorni) e in tal caso perché non siano mai stati rimossi durante la stagione invernale, costituendo, di fatto – conclude As – un ulteriore abuso edilizio».(p.f.)
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