Il Tirreno

Sulla memoria a Guardistallo è guerra politica

di Alessandro Bientinesi
Sulla memoria a Guardistallo è guerra politica

L’opposizione abbandona la cerimonia Il sindaco: «Il caso si commenta da solo»

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GUARDISTALLO. Dovrebbe essere una celebrazione di tutti. Si festeggia la fine della guerra e la liberazione dall’oppressione nazifascista. A Guardistallo, borgo di poco più di mille anime arrampicato sulle colline pisane che "guardano" al mare livornese, da due anni, invece, il 25 aprile è diventato terreno fertile per un feroce scontro politico. E il campo nel quale si "combatte" questa battaglia è il luogo di uno dei più terribili eccidi operati dai nazifascisti. Un confronto duro che si è ripetuto anche ieri, tra mazzi di fiori, corone di alloro, cerimonie e discorsi ufficiali. Su quella terra dove sono morte nel giugno del 1944 oltre sessanta persone, per la maggior parte civili. Una schermaglia politica 72 anni dopo la fine della guerra. Quella vera.

Un paradosso tutto locale che si lega ad una memoria storica non ancora condivisa.Quali sono le “fazioni” contrapposte? Da un lato il sindaco di Guardistallo Sandro Ceccarelli (e la sua giunta). Primo cittadino eletto nel 2014 con una lista civica (anche se apertamente Ceccarelli è vicino ai socialisti) con appena un voto di scarto rispetto alla candidata Rita Pampana.

Dall'altra proprio il gruppo di opposizione, legato al Partito Democratico, del quale fa parte anche l'ex sindaco Mauro Gruppelli (anche se non più ufficialmente iscritto al partito). La scintilla dello scontro scoppia proprio il 25 aprile 2015.

Il giorno della liberazione coincide con una denuncia che il primo cittadino deposita alle forze dell'ordine nei confronti di Rita Pampana e Mauro Gruppelli per aver, a suo modo di vedere, promosso una manifestazione non organizzata con una ventina di partecipanti alla Bucaccia. Non un luogo qualsiasi, ma il punto dove furono trucidate quasi sessanta persone, per la maggior parte civili, dai nazisti nel 1944. Ieri, a distanza di un anno dall'esposto, è arrivata la reazione dei consiglieri di opposizione.

Prima hanno disertato l’inizio della cerimonia organizzata dal Comune. Poi hanno deposto, esattamente come avevano fatto lo scorso anno, un mazzo di fiori sul luogo dell'eccidio. «A questo punto deve denunciarci anche questa volta come ha fatto dodici mesi fa. La nostra colpa è quella di aver deposto un mazzo di fiori in memoria delle vittime? Vogliamo essere denunciati, insieme a questi cittadini che sono con noi» hanno detto Pampana e Gruppelli sfidando apertamente il sindaco.

La sfida è diventata uno schiaffo quando Sandro Ceccarelli, insieme alla delegazione del Comune di Cecina guidata da Luigi Valori, è arrivato al cippo della Bucaccia.

I consiglieri di opposizione non hanno neppure aspettato la deposizione delle corone di alloro e insieme a circa quindici persone si sono allontanati. «Un modo di comportarsi e una mancanza di rispetto per le istituzioni e la storia che si commentano da sole», ha detto una volta terminata la cerimonia il sindaco Ceccarelli.

Una divisione così profonda che si fa fatica a collegare a una semplice disputa politica. Guardistallo, infatti, è un paese nel quale manca da oltre 70 anni una memoria condivisa. Lo scontro a fuoco tra i partigiani e i tedeschi fu un incontro fortuito o il conflitto a fuoco che portò alla rappresaglia fu un errore partigiano? Le polemiche di questi giorni nascono anche da queste domande e dividono da tanto tempo non solo la politica, ma anche la comunità guardistallina.

Il sindaco Ceccarelli vorrebbe sottolineare proprio l’errore di valutazione dei partigiani, questo genera il contrasto tra le due parti. Non a caso, infatti, lo scontro avviene sempre sul luogo di un massacro. Tra un discorso ufficiale e una cerimonia solenne.

Tra corone di alloro e mazzi di fiori. Sopra la terra che fu bagnata dal sangue di vittime innocenti.

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