Il presidio
Un pezzo del Pd si organizza in Articolo 3
In tanti all’iniziativa di esordio dell’associazione al Fitto, tra cui Costagli, Cerrone e la deputata Rocchi
CECINA. È nata l’associazione Articolo 3. L’iniziativa che ha preso le mosse il 16 aprile a partire da un confronto al Fitto sui temi della giustizia e della sicurezza, a cui hanno partecipato vari personaggi a livello locale, regionale e nazionale, riconducibili all’area politica del Pd. Difatti introduceva l’avvocato Emiliano Costagli e coordinava il dibattito il sociologo Vincenzo Cerrone.
Due figure note nel panorama delle vicende locali del Pd. Ma poi tenevano dettagliate relazioni l’onorevole Maria Grazia Rocchi, l’assessore regionale alla Sicurezza Vittorio Bugli e l’avvocato Nando Bartolomei della camera penale livornese. Ha chiuso infine l’onorevole Davide Ermini della direzione nazionale Pd con delega alla giustizia.
Un pomeriggio di notevole interesse per comprendere come intende muoversi un pezzo importante del Pd sulla sicurezza e sulla giustizia. La sintesi veniva espressa in via preliminare da Costagli quando affermava che mettere l’accento sull’articolo 3 della costituzione vuol dire fornire priorità all’esigenza dell’uguaglianza da coniugare con adeguate misure sulla sicurezza senza ledere i diritti dei cittadini. Ribadiva subito dopo il concetto Cerrone quando sosteneva che andava superato il disagio determinato dalla ricerca della «felicità individuale» in conflitto con le «norme della moralità civile». In particolare, Rocchi ha evidenziato i problemi che si vengono a porre nel «degrado urbano delle periferie», nella loro marginalità, nel «bullismo di certi giovani». Come presidiare un territorio? La politica fornisce un «mix di risposte – ha detto – riorganizza la macchina della giustizia, anche con la giustizia onoraria, in particolare sui provvedimenti inerenti quella civile, aggredisce il sovraffollamento carcerario». Subito dopo il contributo dell’assessore Bugli. Che fa la Regione? «Intanto – ha detto – monitorizza sulle gare e sugli appalti. Una base dati cui fanno riferimento da Cantone alla Dia». Poi l’impegno è riqualificare le periferie, con spazi co-gestiti con i cittadini. Argomenti spinosi ha poi affrontato sul versante penale Bartolomei che ha subito criticato il «circuito mediatico» inadeguato a fornire indicazioni sulle vere necessità: investire sulle forze dell’ordine, strumenti educativi in carcere e fuori. (c.r.)
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