Il presidio
Le mamme del rugby Rosignano in campo con striscioni e magliette
«Noi non molliamo»: bambini, dirigenti e amatori danno vita a una manifestazione per avere un campo in cui allenarsi e giocare
ROSIGNANO. Sono scesi tutti in campo con t-shirt e striscioni. Bambini, ragazzi ed amatori. Dirigenti, allenatori ed arbitri per reclamare il diritto del Rugby Rosignano ad avere un luogo dove continuare a svolgere la propria attività sportiva. Ad avere un campo - così come hanno tutti gli altri sport - dove allenarsi e dove poter disputare i campionati. "Noi non molliamo": questa la scritta che hanno composto i piccoli dell'Under 10. Su ciascuna maglia bianca è stata stampata una lettera nera che unendosi con le altre ha dato vita al motto che caratterizza ormai da mesi il Rugby Rosignano.
L'occasione per scendere tutti assieme in campo prima dell'avvio delle partite e per ribadire ancora una volta la loro volontà di salvare uno sport - che negli anni li ha uniti in una grande famiglia - è stata quella del torneo Maledetti Toscani. Di fatto, si sono tenute ieri pomeriggio al Giardino le finali del campionato Old veterans toscana (degli amatori sopra i 35 anni). Una scelta - come hanno spiegato - quella di disputarla a Rosignano dettata non soltanto da problemi logistici ma anche, e soprattutto, dalla necessità di dar voce alla determinazione di una realtà sportiva locale che lotta per i propri diritti. A scendere in campo, con partite amichevoli, anche quattro squadre di bambini Under 10 (di Rosignano, Cecina, Livorno e della Val di Pesa).
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Più di 450 persone in totale - tra giocatori, associazioni sportive, genitori degli atleti e sostenitori del Rugby Rosignano - che ieri pomeriggio hanno fatto loro il motto dei piccoli dell'Under 10: "Noi non molliamo". Tutti insieme in vista del prossimo 30 giugno. Il giorno in cui, scadendo la convenzione tra l'amministrazione e Il Giardino, la società sportiva dovrà lasciare il campo per fare in modo che possano essere avviate le pratiche necessarie ad un cambio di destinazione d'uso, dall'attuale agricolo a quello da campo da gioco. Operazione per la quale sono però stati stimati circa due anni. Nel frattempo il Rugby Rosignano perderà la propria "casa". «Se il 30 giugno dobbiamo andare via - ha spiegato il presidente Gianni Carugi - oltre a perdere il diritto alla Federazione italiana rugby alla quale siamo iscritti, disperdiamo le nostre energie ed il futuro dei nostri ragazzi».
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Nel frattempo, in attesa della riqualificazione del campo del Giardino, dove è capitato che gli atleti si siano allenati con la sola luce dei fanali delle auto dei genitori - dato che il vecchio impianto di illuminazione non funziona regolarmente - nei mesi scorsi era stato trovato un accordo temporaneo con la società di calcio Sei Rose. Una soluzione alternativa che tra gennaio e febbraio ha permesso ai giovani rugbisti di usare il campo Falchini del Lillatro. «Una soluzione - ha concluso Fabrizio Colombaioni, addetto stampa della società sportiva - che implicava sacrifici per entrambi per cui per problemi sia di logistica che di docce fredde dopo le 17.30 del pomeriggio abbiamo deciso di tornare ad allenarci solamente al Giardino sperando che si trovi quanto prima una sistemazione definitiva».
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