Ladronaia torna lo spettro del degrado
Cecina, bivacchi notturni, tossici che si bucano e la scorsa sera anche il lancio di una bottiglia per zittire un cane che abbaia
CECINA. Salvato dalla pessima mira. Lo avrebbero zittito, se quel lancio della bottiglia di vetro fosse stato più preciso. King, un barboncino adulto, se l’è vista brutta la scorsa notte. «Ho sentito il cane che abbaiava e poi un botto – racconta la padrona –. Sono uscita e l’ho fatto rientrare in casa. Solo al mattino ho scoperto che il rumore era dovuto alla bottiglia andata in frantumi». Al quartiere Ladronaia torna a suonare l’allarme degrado. Sono le 23 e poco più in là un’altra residente s’imbatte in alcuni tossici intenti a bucarsi su una delle panchine a ridosso delle abitazioni. Nelle ultime sere il calendario sembra essere tornato all’autunno dello scorso anno. Notti di baldoria a due passi da piazza Iori. E al mattino rifiuti, cocci e sporcizia ovunque. Panchine spostate a distanza di metri e che al bisogno si trasformano in letto. Alberi e siepi utilizzati come nascondigli. Uno scenario a cui chi vive qui non vuole rassegnarsi. Al punto che nell’ultima riunione del comitato dei residenti, la sera del 4 aprile, ha ripreso quota l’idea di installare un gazebo per il presidio notturno delle strade.
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L’effetto della telecamera di videosorveglianza in piazza Iori dopo un periodo di calma sembra aver spostato il problema. Traslocando i bivacchi nelle ore notturne nelle vie interne al quartiere. «Delle sere vanno avanti anche fino alle 4 di notte – dice un residente –. Le panchine su cui bivaccano sono proprio sotto le mie finestre». Tutti però concordano: «Nella piazza la situazione è migliorata». Le forze di polizia e la municipale da queste parti negli ultimi mesi si fanno vedere con maggiore frequenza. Di aggressioni come quella accaduta a Filippo Costalli ex segretario del Pd lo scorso novembre, che accerchiato da alcuni balordi si vide chiedere con insistenza dei soldi per compare le birre sotto la minaccia di sequestrare il suo cane, non sono più accaduti.
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A verificare la situazione nel pomeriggio del 6 aprile nel quartiere è arrivato anche il sindaco di Cecina Samuele Lippi. A quell’ora i segni del bivacco della notte precedente sono ancora in strada. Tra le richieste, in linea con il taglio dell’erba e la pulizia del verde, quella di una maggiore illuminazione in alcune zone d’ombra e la potatura degli olivi che con le fronde finiscono per attenuare l’intensità dei lampioni. Ma anche cartelli per segnalare l’impianto di videosorveglianza, a mo di deterrente.
Sul caso Alessandro Tinti, presidente del Comitato di quartiere e anima di Alleanza per Cecina si dice pronto a lanciare una petizione tra i cittadini. «Dobbiamo attrezzarci – afferma –. Servono dei gazebo per il presidio notturno di questa come di altre piazze della città. Non vogliamo atteggiarci a vigilantes ma serve una presenza per arginare il fenomeno. Chi vuole potrà aderire firmando per dare la propria disponibilità per questa attività di controllo. Le forze dell’ordine sono presenti sul territorio ma da un’ora in poi servono persone in strada a controllare e su questo contiamo di trovare il sostegno delle altre forze di opposizione».
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