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Ciao Mirco, ex calciatore il “Superman” gentile

Ciao Mirco, ex calciatore il “Superman” gentile

Attaccante del Cecina serie D degli anni Novanta, è stato trovato morto in un B&B di Calenzano. Il ricordo di Alberto Lazzerini, suo allenatore e amico

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CECINA. Chissà in quanti ricorderanno Mirco Galligani, attaccante del Cecina calcio di metà anni 90 trovato morto a Pasqua, sabato 26 marzo, in un bed & breakfast a Calenzano (Prato) a soli 43 anni. Per gli appassionati rossoblù è stato un punto di riferimento in una stagione in cui la società lottava per rimanere in serie C-2, l'attuale LegaPro, conquistata con merito nella primavera del 1988. Per i dirigenti e il presidente Paolo Fontanelli il 1994-95 fu il penultimo torneo nei professionisti, perché l'anno successivo non bastarono nemmeno gli spareggi e la squadra retrocesse in serie D. Alberto Lazzerini, l'allenatore che nell'estate 1994 lo volle, al telefono trattiene a fatica le lacrime. «Sono rammaricato - dice - quando ho saputo la notizia sono rimasto senza parole. Mirco era un bravo ragazzo, segnato però da problemi interiori. Mi fu presentato da Antonio Bongiorni, direttore generale della Polisportiva Margine Coperta, serbatoio dell'Atalanta. Parlai prima con il babbo e poi con lui, spiegandogli che in via Puccini avrebbe avuto un'occasione. Con il cuore in mano gli dissi: 'Puoi fare bene, tocca a te'. Firmò, trovando l'ambiente e i compagni giusti per lavorare».

Attaccante esterno, non aveva paura degli avversari e, in area di rigore, trovava spesso il sinistro vincente. E' bene ricordare che, al momento in cui arrivò, in panchina sedeva non un allenatore, ma un secondo padre: Lazzerini, appunto. Il mister, uomo di calcio, conosceva Mirco e sapeva che, per motivarlo, servivano pazienza e tranquillità. Aspetti sviluppati nel corso del tempo mentre il gruppo si formava. In campo, poi, c'erano calciatori come il portiere Leonardo Biondi, Massimo Garfagnini e il capitano Stefano Da Mommio, non certo gli ultimi arrivati. «Gli detti anche il numero di telefono di casa - ricorda il tecnico - perché mi chiamasse ogni volta che aveva bisogno di parlare. Era buono d'animo, mi raccontava tutto. Dal punto di vista calcistico era forte». Bisognava però seguirlo.

Il "Romanzo rossoblù", scritto da Enrico Barsotti e Luca Manzi, ricorda che Galligani ha giocato nel Cecina in serie C-2 per due anni: nel 1994/95 (31 presenze e otto reti) e nel 1995/96 (17, 1). Nel 95 conquistò la salvezza ai playout contro la Maceratese, nel 96 gli spareggi con il Tolentino non bastarono ad evitare la retrocessione. Di Mirco, i tifosi ricordano la rete del 2-2 segnata nel derby a Livorno: un guizzo all'altezza del dischetto del rigore che gli regalò i complimenti dei compagni e degli addetti ai lavori, giunti numerosi al seguito, dopo che Andrea Mariano aveva firmato il primo gol per i cecinesi. Una curiosità: al cronista che lo intervistava, raccontò di indossare la maglia azzurra con la esse rossa maiuscola di Superman sotto la casacca ufficiale. Era il suo supereroe preferito e gli dava fiducia sentirselo vicino. Soprattutto quando, sul prato, la manovra diveniva poco incisiva e occorreva una svolta. O un'invenzione degna dell'uomo d'acciaio, se preferite. All'epoca, gli stadi erano pieni. Le partite in televisione non avevano ancora riempito le giornate. Il Cecina calcio piaceva e, la domenica, sulle tribune sedevano circa 2mila sostenitori, pronti ad incitare i ragazzi e, in alcune gare, a raddoppiare le presenze. Mirco, atteso nei bar vicini al comunale, non ancora "Loris Rossetti", beveva volentieri un caffè e raccontava sempre qualcosa. Al resto, ossia al carattere e alle intemperanze, pensavano i senatori negli spogliatoi e lo staff tecnico. Lui li ricompensava con i gol, alcuni di pregevole fattura. Negli ultimi anni, non solo per l'età, Galligani aveva chiuso con il calcio giocato, divenendo assicuratore.

Michele Falorni

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