Il Tirreno

Villa Celestina, si riapre la trattativa

di Maria Meini
Villa Celestina, a Castiglioncello
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Villa Celestina, a Castiglioncello

Castiglioncello. Il 22 incontro a Firenze tra i sindaci di Rosignano e Cecina e il comando regionale della Guardia di Finanza

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CASTIGLIONCELLO. Si riapre la partita su Villa Celestina. Il 22 marzo i sindaci di Rosignano e di Cecina, Alessandro Franchi e Samuele Lippi, hanno partecipato a un incontro a Firenze, convocato in Regione con il comando toscano della Guardia di Finanza. Oggetto del tavolo in campo “neutro” l’assegnazione di Villa Celestina. Prudente ma soddisfatto Franchi, secondo il quale ci sono margini per riaprire la trattativa. L’incontro è stato infatti aggiornato al 12 aprile, e la Finanza ha dato una disponibilità ad aspettare ancora per trovare una sede alternativa.

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Tutto da decidere insomma per Villa Celestina, la bella struttura degli anni Trenta di proprietà demaniale (ma completamente ristrutturata con soldi statali e comunali) sulla quale da un paio d’anni è in corso una trattativa con l’Agenzia del Demanio per ottenere la completa cessione ad uso pubblico. Il Demanio infatti ha chiesto di riavere l’immobile, con l’obiettivo di accorparvi l’intero comando della tenenza di Cecina e del distaccamento di Castiglioncello, visto che dalla sede di Cecina (in affitto) la Finanza è stata sfrattata. I due Comuni hanno cercato un accordo che prevede l’assegnazione di un’altra sede alla Guardia di Finanza (a Cecina) e l’acquisizione definitiva di Villa Celestina. Ma la scorsa settimana una lettera del Demanio ha gelato il sindaco Franchi. Con una richiesta perentoria di restituzione dell’immobile.

Franchi ha parlato di forzatura inaccettabile, chiedendo anche l’intervento del presidente del Consiglio Matteo Renzi e dei ministri delle Finanze e dei Beni culturali. La valutazione di Villa Celestina (circa due milioni e mezzo di euro) da parte dell’Agenzia del Demanio è arrivata agli uffici comunali nel dicembre 2015.

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A febbraio la giunta ha stanziato un milione e 300mila euro da destinare in parte all’acquisto dell’immobile e in parte alla costruzione di una nuova caserma per la Guardia di Finanza su terreni messi a disposizione dal Comune di Cecina. Intanto, in attesa della soluzione definitiva, la Finanza poteva trasferirsi temporaneamente negli uffici di via Cairoli a Rosignano Solvay.

Una trattativa lunga, nell’attesa di uno sblocco da parte del Comune di Cecina, che sperava di poter evitare la nuova costruzione ricorrendo a un edificio già pronto: dall’ex tribunale di via Landi, se fosse ristrutturata l’ex sede comunale di piazza Carducci, al centro polivalente di via Pertini, utilizzato però in extremis per ospitare la biblioteca chiusa per lavori. Riusciranno i Comuni a trovare una sede provvisoria in tempi rapidi?

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