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Il silos di Pier Luigi Nervi come eredità per il futuro

SAN VINCENZO. Il silos di Pierluigi Nervi come ricchezza da recuperare per San Vincenzo. Il progetto di riqualificazione è stato recentemente al centro della tesi di laurea in Ingegneria edile...

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SAN VINCENZO. Il silos di Pierluigi Nervi come ricchezza da recuperare per San Vincenzo. Il progetto di riqualificazione è stato recentemente al centro della tesi di laurea in Ingegneria edile - architettura del ventinovenne sanvincenzino Lorenzo Bianchi, e sarà illustrato in un convegno pubblico oggi alle 16,30 alla Torre. Al convegno, dal titolo “Un’eredità per il futuro: il silos di Pier Luigi Nervi a San Vincenzo” (stesso titolo della tesi), interverranno, oltre a Bianchi, il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini, il direttore dello stabilimento Solvay di Rosignano Davide Papavero, Massimo Rovai dell’Università di Pisa e, nel ruolo di moderatore, Marco Giorgio Bevilacqua, presidente del corso di laurea di Ingegneria edile e architettura dell’ateneo pisano.

Al contempo, esposizione temporanea delle tavole storiche, del plastico e del progetto elaborato da Bianchi. Il silos di Nervi, di fine anni ’20, occupa un’area di 20.000 metri quadrati contenente una struttura di 195 metri di lunghezza, 11 di larghezza e 16 d’altezza, è di proprietà della Solvay e rappresenta un tesoro dell’archeologia industriale nel mondo. L’idea di fondo di Bianchi è di non toccare la struttura originaria. Un progetto che prevede la sistemazione del parco e il recupero e la riqualificazione della struttura originaria, un “meccano” con volumi montabili e implementabili, elementi modulari in policarbonato, vetro, alluminio e legno. Tre gli elementi principali: spazi per lavoro, cibo e cultura, con laboratori artigianali e multimediali, bookshop, percorso museale, galleria tematica, ecomuseo, ludoteca, spazi espostivi, lounge bar, cluster enogastronomico, auditorium, sala polifunzionale, area per il coworking e sale tematiche, torri funzionali, impianto fotovoltaico orientabile di 525 mq e due torri microeoliche.

Fuori, il parco industriale con percorsi ciclopedonali, un parcheggio scambiatore da 90 posti, passerella d’attraversamento del tronco ferroviario proveniente da San Carlo e sottopasso di collegamento col centro. Bianchi ha sviluppato un project financing, con costi totali di poco meno di 11 milioni di euro. Il pareggio dopo 16 anni e utili dopo 25 anni per oltre 6 milioni. Il Comune, una volta acquisita gratuitamente l’area dalla Solvay, dovrebbe trovare finanziamenti a fondo perduto e indire un bando per la progettazione esecutiva e la gestione dell’area per 25 anni, al termine dei quali diverrebbe di proprietà dell’ente. (p.f.)

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