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Controllo di vicinato, l’arma per contrastare i furti

CECINA. «Prendiamo atto che il punto col quale l’amministrazione comunale Pd risponde ad ogni richiesta dei cittadini sempre più vessati dall’esplodere del problema sicurezza, è quello della...

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CECINA. «Prendiamo atto che il punto col quale l’amministrazione comunale Pd risponde ad ogni richiesta dei cittadini sempre più vessati dall’esplodere del problema sicurezza, è quello della videosorveglianza». È quanto sostiene il Movimento giovani toscani della Lega Nord Toscana.

«Il Pd fa proprio quanto l’opposizione gli ripete da anni: è del 2009 la mozione firmata da Lorenzo Gasperini che chiedeva l’introduzione di sistemi di videosorveglianza per il monitoraggio della città – prosegue la nota della Lega Nord –. Proposta che, inizialmente accettata e presa in considerazione dall’allora sindaco, fu poi rigettata dal Pd a seguito di una forte presa di posizione da parte dei vendoliani di Sel, che definirono la videosorveglianza un’idea da destra populista, come se ai comunisti piacesse invece essere derubati». E ancora: «Ci sono voluti 6 anni per arrivare all’introduzione di un serio sistema di videosorveglianza e ci fa piacere che il sindaco Lippi abbia scavalcato le datate pregiudiziali di alcuni componenti del Pd».

Il Movimento giovani toscani entra nello specifico delle soluzioni adottate a San Pietro in Palazzi. «Per quanto attiene alla specifica situazione di Palazzi, che si presenta tra le zone più drammatiche della città sotto il profilo dei furti, riteniamo indispensabile la collocazione di telecamere non solo ai varchi variante, Ss 206 e Aurelia, ma anche in corrispondenza dell’accesso da La Cinquantina». L’altro tasto è l’illuminazione pubblica. «Fondamentale la mappatura della situazione dell’illuminazione di Palazzi e Collemezzano, tema su cui l’opposizione si batte da anni: diversi interventi di Dario Marzini riuscirono, per esempio, a portare l’amministrazione comunale al ripristino dell’illuminazione di via Po».

Dai leghisti anche una proposta. «Sul piano locale è necessario anche che la giunta avvii un progetto di controllo del vicinato, cioè di collaborazione coi cittadini, coordinati per gruppi di vie da un referente volontario, che sia sempre reperibile e raccolga le segnalazioni sospette dei propri vicini in modo da girarle in tempo reale alle forze dell’ordine, come sperimentato già dall’estate 2015, con la collaborazione della Prefettura di Pisa, dal Comune di Casale Marittimo». E conclude: «Il Comune dovrà stimolare la nascita della struttura e finanziare il collocamento di apposita cartellonistica riportante “Zona sottoposta a controllo del vicinato”, con conseguente effetto deterrente».

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