Italia
Sabbia dalla foce del fiume a protezione del Tombolo
C’è l’intesa tra Ministero dell’Ambiente, Regione Toscana e Comune di Cecina Previsto un primo intervento tampone e a seguire il resto dell’operazione
CECINA. Una spiaggia martoriata. Col rischio che scompaia in un baleno. E a ruota i pini rimasti a difesa dell’entroterra, divorati dall’acqua e dalla salsedine. Siamo in piena riserva biogenetica: 6 chilometri di pineta fragile e indifesa. Progettare e finanziare un piano per difendere il Tombolo sud significa sempre di più investire nel futuro. L’evidenza non ammette rinvii. Necessità di azioni prima che il mare si porti via tutto. E con la spiaggia, pure la pineta. La prospettiva è quella di un intervento tampone e in scia un’operazione più strutturata ma dai tempi necessariamente lunghi. È questo che ha iniziato a prendere forma a Firenze. Nelle stanze della Regione, il 16 marzo, il sindaco di Cecina Samuele Lippi si è incontrato con i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e dell’assessorato regionale all’Ambiente. Le basi sono state gettate.
«Alla luce della riunione, che giudico estremamente positiva, mi impegnerò a portare all'attenzione del comitato di indirizzo del Ministero dell’Ambiente previsto dall’Accordo di programma del 2010, la questione degli interventi di contrasto all’erosione della costa Tombolo sud – afferma il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo –, con l’obiettivo di modulare le risorse per la messa in sicurezza della zona e per tutelare la riserva biogenetica». Tradotto: si tratta di verificare la possibilità di utilizzare almeno una parte dei soldi stanziati e non utilizzati nell’ambito dell’Accordo di programma con cui sono stati realizzati i pennelli e i ripascimenti a protezione dell’abitato di Marina di Cecina per intervenire sul Tombolo sud.
Il sindaco Lippi è rientrato a Cecina con qualche certezza in più. «Il primo intervento al Tombolo sud può essere fatto utilizzando le sabbie del dragaggio alla foce del Cecina dove c’è ancora un giacimento che può essere impiegato – dice il primo cittadino –. Si tratta di un intervento confinato nell’area del demanio marittimo per cui si procederebbe nel solco di quanto già autorizzato». L’obiettivo è di poter mettere mano ai lavori prima della stagione estiva del 2017, nei primi mesi del prossimo anno, con una previsione di stendere circa 30.000 metri cubi di sabbia. Una striscia tampone per attenuare i morsi del mare. Ma a proteggere il tombolo serve ben altro.
Il resto avrà un iter più complesso. La stima è di un paio di anni. Servirà una conferenza dei servizi per mettere mano al dragaggio del letto del fiume dal ponte di via Volterra a quello della ferrovia. «Dovremo valutare la qualità del materiale e se è adeguata al ripascimento della spiaggia – sostiene Lippi –. Il dragaggio di questo tratto di fiume è utile anche ai fini della sicurezza idraulica e per favorire il trasporto del materiale solido verso il mare». Che aggiunge: «Si tratta di richieste contestuali, da un lato il Ministero si è reso disponibile a portare all’attenzione del comitato di indirizzo del Ministero dell’Ambiente, previsto dall’Accordo di programma del 2010, la questione degli interventi di contrasto all’erosione. Dall’altra sarà attivata la conferenza dei servizi per valutare la fattibilità del dragaggio del letto del Cecina». Oltre al bacino del fiume per l’operazione potrebbero essere utilizzate anche le sabbie di risulta dal dragaggio dell’ultimo tratto della Darsena nuova del porto. Una prima stima del fabbisogno finanziario è di 1,5 milioni di euro. Il solo ripascimento senza opere di difesa idraulica, infatti, avrebbe vita breve.
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