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Porto, un cantiere infinito il rischio secondo i 5 Stelle

Porto, un cantiere infinito il rischio secondo i 5 Stelle

Il Movimento analizza i problemi ambientali del fiume, dalla sorgente alla foce Risultato: «La tutela delle risorse è subordinata agli interessi particolari»

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CECINA. «La foce del Cecina, con violenza inaudita e probabilmente foriera di immani sconvolgimenti , è stata “spostata” verso sud, con l’invasione di una spiaggia, per far posto all’enorme invaso che, con ulteriore distruzione della pineta nord, fa entrare barche di grande stazza». Così Stefano Antonini dei 5 Stelle di Cecina tira le fila dell’iniziativa con cui il Movimento propone un tavolo di discussione pubblico sulla connessione dei problemi che si snodano dalla sorgente alla foce del Cecina. Dallo sfruttamento «irresponsabile dell’acqua del fiume a litorali, pinete e spiagge in via di progressiva distruzione per la mancanza totale di una politica di protezione ambientale». Problematiche ambientali «diverse ma unite da un identico atteggiamento prevalente delle amministrazioni locali, regionali e del governo nazionale: la completa subordinazione della tutela delle risorse comuni agli interessi particolari, economici delle forze in gioco».

A proposito del porto di Cecina sostiene che «i danni collaterali sono stati ampiamente documentati da due rapporti analitici a firma di esperti di Italia nostra, del Wwf e di un geologo docente di Valutazione impatto ambientale. Oltre alla cementificazione dissennata di un’area che si trova interna a due parchi - Anpil Fiume Cecina e Riserva nazionale dei Tomboli - l’opera prevedeva l’utilizzo dei Fondi dell’Unione europea che erano destinati alla soluzione del problema dell’erosione costiera allo scopo di alleviare le spese di scavo della foce, con la giustificazione che quella sabbia sarebbe stata usata per ripascere le spiagge: ma un'ampia documentazione che andrebbe riesaminata mostra che il fondo del Cecina contiene veleni e materiali ad alta tossicità». E prosegue: «La Regione avrebbe prescritto controlli e misure di sicurezza di cui nessuno sta tuttavia controllando l’attuazione, sebbene il Comune (controllore e controllato) sia parte integrante del progetto e dovrebbe seguire la supervisione delle prescrizioni soprattutto su argini e messa in sicurezza in generale, anche perché i lavori risultano attualmente sospesi».

L’esponente dei 5 Stelle parla del rischio «di una cantierizzazione infinita». E chiede: «Che fare per trovare a questo problema una via d’uscita che limiti i danni irreversibili già ad oggi prodottisi?». E ancora: «Addirittura si vorrebbe dragare il fiume con lo scopo di renderlo navigabile per pochi centinaia di metri a fini “turistici” utilizzando poi il materiale di escavazione per un ulteriore ripascimento della costa, economicamente vantaggioso poiché prelevato in loco, ma senza considerare l’ulteriore alterazione di ciò che è rimasto integro del letto del fiume con tutti i risvolti negativi del poco habitat fluviale sopravvissuto e con l’uso di sabbie di dubbia qualità».

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