La formazione come variabile per la qualità
CECINA. «Le aziende dopo la prima edizione guardano al master con occhi attenti e si aspettano di trovare del personale qualificato». Così il presidente di Crescita occupazionale territoriale (Cot)...
CECINA. «Le aziende dopo la prima edizione guardano al master con occhi attenti e si aspettano di trovare del personale qualificato». Così il presidente di Crescita occupazionale territoriale (Cot) Stefano Belmonte apre la presentazione della seconda edizione che in realtà ha preso il via l’ultimo fine settimana di febbraio e si chiuderà il 29 aprile. «Abbiamo intercettato un bisogno delle aziende di professionalizzare le persone», sottolinea Fabrizio Mannari, direttore generale della Banca di Credito cooperativo di Castagneto che finanzia il master in partnership con la Fondazione Livorno.
«L’idea di base è semplice quanto efficace – dice Luciano Barsotti presidente Fondazione Livorno –. Si è guardato a uno sbocco professionale legato ai bisogni del territorio mentre la tendenza diffusa è di avere una prospettiva che va oltre». Il responsabile del corso il professor Fabio Serini è più esplicito: «È anche un servizio alle imprese del territorio che con un minimo investimento consentono di formare delle persone in un percorso che si sviluppa nell’arco di 7 mesi». E il tutor del master Alessandro Petri, agronomo del Sassicaia: «In questo territorio ci sono tutte le condizioni per fare una viticoltura di qualità, quelle che gli addetti ai lavori sintetizzano nel concetto di genius loci, ma la qualità si fa attraverso le persone». A salutare l’avvio della 2ª edizione Gianni Anselmi, presidente della commissione consiliare regionale che si occupa di agricoltura e formazione. «C’è bisogno di concretezza e questo master ne è un esempio. Una declinazione culturale di che cosa è il lavoro oggi e che unisce terra, mestiere e passione».
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