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Madre e figlia: stesso giorno, stessa laurea

Madre e figlia: stesso giorno, stessa laurea

Vada, neo laureate in Scienza della investigazione, condividono anche la scelta di un lavoro in divisa

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VADA. Stesso giorno, stessa laurea: madre e figlia dottoresse insieme. La corona di alloro l’hanno indossata il 5 marzo Dolores Mancini, 50 anni compiuti il 31 gennaio (la mamma), agente di polizia municipale a Collesalvetti, e Gioia Perini, 25 anni a giugno (la figlia), poliziotta nella squadra volanti di Chiavari. Neo laureate in Scienze della investigazione all’università dell’Aquila. Punteggio di 93 per Dolores, 96 la figlia. Ma in questa storia il voto è un dettaglio.

«Sono una madre molto ansiosa», premette la signora Dolores. «Quando a 19 anni Gioia mi ha detto che avrebbe voluto studiare Criminologia all’università dell’Aquila avevo deciso che l’avrei comunque accompagnata, vista la distanza rispetto a Vada dove abitiamo. Poi le ho proposto di iscrivermi anch’io e con il suo permesso ho iniziato l’avventura». Una scelta ponderata e condivisa. L’avventura è iniziata nell’anno accademico 2010-2011. Trentaquattro gli esami superati. Sempre insieme. Mai un passo falso dell’una o dell’altra. Nel frattempo, Gioia ha frequentato anche la scuola di polizia fino a vincere il concorso e diventare agente effettivo. «Lavoriamo distanti – dice la signora Dolores –. Io a Collesalvetti e lei a Chiavari. I momenti di studio insieme si riducevano ai tour de force i giorni prima degli esami e al ripasso degli appunti nel viaggio verso l’Aquila».

Incredulità. Curiosità. Tra i colleghi di studio e non solo. «Al primo esame mia figlia ha ottenuto un bel 30. Subito dopo toccava a me. Mi sono presentata davanti alla commissione con un sorriso da un orecchio all’altro. E a quel punto ho dovuto giustificarmi rivelando ai professori la ragione di tanta felicità. Suscitando reazioni di entusiasmo e approvazione». La dottoressa Dolores rispolvera gli anni da studentessa. «Solo per due volte ho superato Gioia nel voto d’esame, ma lo devo all’effetto fumo negli occhi che riesco a ottenere con la mia parlantina». Cuore di mamma. «C’è la soddisfazione personale ma più di tutto a ripagarmi sono stati i successi di mia figlia».

Il 5 marzo hanno discusso la tesi. Prima la mamma, per una questione di ordine alfabetico, con un lavoro sugli errori nei rilievi degli incidenti stradali che si lega alla sua professione di vigilessa. Poi la figlia, argomento: la fotografia forense. A un secondo titolo la dottoressa Dolores non vuole neppure pensarci. Eppure l’occasione ce l’avrebbe in casa. Il figlio Ismaele, 21 anni, studia Discipline dello spettacolo all’università di Pisa. «Ha un carattere diverso da Gioia e la distanza tra Vada e Pisa mi lascia serena. Insomma, l’ho più sotto controllo».

Manolo Morandini

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