Il Tirreno

Addio a Sergio Volpe storico barista del Palazzaccio

di Manolo Morandini
Il barista Sergio Volpe in un'immagine d'epoca
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Il barista Sergio Volpe in un'immagine d'epoca

Cecina, dal suo bar sull’Aurelia sono passate generazioni di cecinesi. Il 6 marzo alle 14,30 si celebra il funerale nella chiesa San Carlo

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CECINA. È morto Sergio Volpe, storico titolare dell'omonimo bar al Palazzaccio. Figura notissima a Cecina, dove aveva gestito per oltre cinquant'anni il locale sulla via Aurelia. Il suo cuore ha smesso di battere poco dopo la mezzanotte del 4 marzo. Un precipitare del quadro clinico, dopo alcuni giorni in cui si era aggravato, che lo ha colto nel sonno. Se n'è andato a 82 anni il signor Sergio. Un volto noto per intere generazioni di cecinesi. Il suo è stato il primo bar a rimanere aperto la notte. E chi è stato ragazzo tra gli anni '70 e '90 quel locale lo viveva come un punto di partenza e di arrivo dopo le scorribande della vita notturna. Il signor Sergio lascia la moglie Milvia, i tre figli Federico, Federica e Filippo e i nipoti Alberto ed Emma. Oltre alle nuore e due bisnipoti.

Colazioni tradizionali o a base di "bistecchina disossata". Così il signor Sergio presentava ai suoi avventori le fette di pane e pomodoro. Un lavoro di barista svolto con autentica passione. Quella che sapeva trasmettere ai suoi clienti e che ha tenuto saldi i legami anche con l'arrivo della pensione. Dalla zona della stazione ferroviaria dove aveva iniziato l'attività di barista nel 1962 si era trasferito al Palazzaccio. E qui aveva aperto il suo bar tirandolo su dalle fondamenta. Un punto d'orgoglio per chi da sempre viveva l'impegno del lavoro come una passione quotidiana. Tanto che a distanza di alcuni anni decise di sfruttare la possibilità di rialzare il fabbricato realizzando sopra al suo bar l'abitazione di famiglia.

Il 5 marzo con il diffondersi della voce davanti al bar è un viavai di clienti. Persone affezionate a quell'uomo dalla battuta sempre pronta e mai a corto di parole. Quando ricordava il vino che per anni produceva dalla vigna che coltivava in un suo appezzamento di terra diceva: "Era talmente buono che il dottore mi disse che si trattava di un vino medicamentoso". Finché ha potuto amava sedere ai tavoli del bar che affacciano sulla via Aurelia per conversare con gli amici di una vita. Negli ultimi tempi, però, le sue condizioni di salute gli impedivano di uscire di casa. Eppure i clienti storici non mancavano mai di chiedere sue notizie ai suoi familiari. Oggi il bar è portato avanti dalla signora Emma, moglie di suo nipote Alberto. E a fianco c'è la ricevitoria del figlio Federico.

Un uomo di cuore. A cui tutti erano pronti a perdonare i suoi modi diretti. Con le persone della sua età come con i più giovani si poneva sempre allo stesso modo, sia quando stava dietro al banco del bar come nella vita. Juventino sfegatato. Al punto da far suo il motto: “Fino alla fine forza Juve”. Lo testimonia il cappello con i colori della sua squadra del cuore con cui ha voluto affrontare anche l'ultimo viaggio in ambulanza verso l'ospedale di Cecina. E il bar Volpe per anni è stato il punto di riferimento degli juventini cecinesi. Un luogo di ritrovo per appassionati di sport, dove ci si ritrovava anche al di là della fede calcistica. Scusando al signor Sergio quella passione che non ammetteva critiche.

Il funerale, curato dall'impresa funebre Santini, questo pomeriggio alle 14,30 alla chiesa San Carlo, ovvero il vecchio edificio di culto vicino alla ferrovia nel rione Palazzaccio.

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