Sparita la spiaggia del Villaggio francese
Cecina, il titolare della struttura turistica non ha dubbi: «È innegabile che qualcosa è cambiato dal 2012, con l’avvio dei lavori per il porto». I pennelli autorizzati da un anno non sono stati realizzati
CECINA. Centoventi. Tanto misura in metri il fronte mare del Villaggio Francese. Della spiaggia non c’è più traccia. L’acqua ha mangiato tutto il possibile. Si sta prendendo anche le strutture che un tempo distavano decine di metri dalla riva. Accadeva negli anni Sessanta. L’erosione non si è mai fermata. Ma è innegabile che qualcosa è cambiato dal 2012, con l’avvio dei lavori per il porto turistico alla foce del fiume Cecina. «Ai clienti devo dire la verità, racconto che la situazione è difficile. Dovrebbe essere sanata. Ma è sempre più difficile riuscire a vendere questa destinazione turistica». Il direttore della struttura ricettiva Gabriele Biondi è sconfortato. «Non so più a chi rivolgermi – dice – per venire a capo di questa situazione».
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Dei due pennelli in massi naturali previsti in zona per stabilizzare la linea di costa non c’è traccia. I lavori autorizzati lo scorso anno sono rimasti lettera morta. Per la Porto Spa non c’erano i tempi tecnici per chiudere le opere prima della stagione balneare. O meglio per assicurare un adeguato lasso di tempo tra la fine dei lavori e l’inizio del periodo di campionamento delle acque per la balneazione che inizia l’1 aprile. Ma mancavano anche i soldi visto lo stallo registrato dal cantiere portuale. Così è passata un'altra estate.
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«Prima dalla spiaggia si potevano vedere l’Elba e San Vincenzo – racconta Biondi –. Adesso all’orizzonte ci sono la scogliera del porto e un continuo passaggio di barche. Per la mancanza di spazio in spiaggia ho perso clienti storici. Tra un ombrellone e l’altro non c’è neppure lo spazio per far giocare i bambini senza infastidire i vicini».
Anche quella massicciata, lunga più di 50 metri e alta uno e mezzo, realizzata a difesa della struttura e della riserva biogenetica nel 2013 è già un’arma spuntata. Nei giorni di mare agitato le onde riescono a passare. E della sabbia portata nel 2014 dalla Porto Spa per compensare l’effetto erosione dovuto al cantiere del porto turistico non c’è più traccia. «La sabbia non è andata via – sostiene il direttore del Villaggio francese –, le correnti l’hanno accumulata davanti al campeggio Bocca di Cecina che è più vicino al porto. Ma senza le opere a protezione recuperarla per ripascere l’arenile del Villaggio avrebbe un risultato effimero. La prima mareggiata si porterebbe via tutto di nuovo».
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Non si fa illusioni Gabriele Biondi ma è determinato a non alzare bandiera bianca. «Dalla Porto Spa mi si dice che non ci sono i soldi per fare le opere, che pure sono previste nella convenzione che ha autorizzato i lavori di costruzione del porto – sottolinea –. Mi riservo tutte le possibili azioni per far valere il diritto a ripristinare le condizioni della spiaggia. Non chiedo di tornare agli anni Sessanta ma di garantire quella fascia di arenile che prima dell’avvio dei lavori del porto qui con oscillazioni di anno in anno c’è sempre stata». E conclude: «Il 2011 nonostante l’inizio della crisi del turismo è stata una delle nostre migliori annate. Per noi i veri problemi sono iniziati dal 2012 e il porto in questo ha influito tantissimo».
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