Il Tirreno

Suolo pubblico, il Comune incassa 500mila euro

di Alessandra Bernardeschi
In una foto d’archivio un bar con tavoli all’esterno
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In una foto d’archivio un bar con tavoli all’esterno

Rosignano: con l’arrivo della primavera decine di richieste daI titolari dei locali per sistemare verande e sedie all’esterno. Donati: «Tariffe invariate da anni»

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ROSIGNANO. Mercatini, manifestazioni temporanee, richiesta di passi carrabili ma anche attività commerciali che chiedono di poter collocare tavoli ed ombrelloni sui marciapiedi o comunque su aree pubbliche. Alle porte dell'estate sono decine le domande avanzate al Comune da operatori commerciali e da associazioni per ottenere la concessione per occupare spazi pubblici. Concessioni che vengono erogate in base alla valutazione delle richieste e le cui tariffe variano a seconda delle aree pubbliche e del settore merceologico. Attività che al Comune portano in bilancio circa 500 mila euro l'anno comprese le tariffe di mercati, passi carrabili e attività di cantieri edili avanzate dai privati. Una somma non indifferente per le casse comunali, anche se «le tariffe - spiega l'assessore Daniele Donati - sono rimaste invariate nel tempo. Anzi il regolamento modificato in consiglio comunale nel luglio dello scorso anno, prevede un abbattimento del 50% per le manifestazioni organizzate dalle Pro Loco e per quelle storiche come la Festa del Pesce o il Carnevale che si tiene a Rosignano Solvay e in altre frazioni».

Ma quanto costa affittare il suolo pubblico? Un conteggio, a dire il vero, piuttosto complicato. Per determinare la tariffa base, il territorio comunale è stato suddiviso in tre aree: centro abitato, zone limitrofe e area periferica. All'interno di questa suddivisione vi sono tariffe su basi diverse, ad esempio se l'occupazione riguarda aree di parcheggio a ore, strade vie o piazze piuttosto che zone residue del territorio. Infine viene calcolato anche il sacrificio imposto alla collettività per tale occupazione; ad esempio, un euro e 20 centesimi al metro quadrato se l'occupazione è con strutture fisse o un euro e 40 centesimi se tali occupazioni determinano una riduzione alla viabilità. Infine, a contare, è anche il tipo di attività.

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Tariffe diverse, infatti, anche in base al tipo di prodotto merceologico. Si va da attività industriali, artigianali, commerciali, professionali e di servizi nonché pubblici esercizi (come bar, ristoranti e pizzerie) la cui tariffa è di 1,10 euro al metro quadrato occupato, fino al commercio in aree pubbliche, pubblici esercizi, produttori agricoli che vendono però direttamente i loro prodotti, industriali, artigianali, commerciali, professionali e di servizi (50 centesimi al metro quadrato). Poi ci sono le manifestazioni politiche, culturali, ricreative, sportive, festeggiamenti, spettacoli viaggianti e installazione giochi: 20 centesimi al metro quadrato. Un importo ridotto del 50% quando le attività siano promosse dalle associazioni come Pro Loco o quando si tratta di eventi a carattere storico. Di fatto, in base al tipo di manifestazione, alla merceologia dei prodotti venduti, alla tariffa base nonché all'ubicazione dell'area richiesta, viene calcolato l'importo giornaliero che imprenditori ed associazioni debbono pagare.

Ad esempio: un bar che voglia affittare un'area prospiciente la propria attività in un centro abitato, dovrà calcolare la tariffa base di un euro a metro quadrato, moltiplicarla per 50 centesimi (sempre a metro quadrato) ed aggiungere, nel caso, la tariffa prevista se tale occupazione riguarda strade e piazze di particolare valore economico nonché il sacrificio imposto alla collettività. Un calcolo, dunque, non semplicissimo «Sono anni che non ritocchiamo le tariffe - spiega Donati - una decisione presa per agevolare le iniziative di intrattenimento e quelle legate alle tradizioni del territorio».

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