Il Tirreno

Lampioni, lavori alla rete per rimediare ai blackout

di Manolo Morandini
Lampioni, lavori alla rete per rimediare ai blackout

In attesa della gara per affidare a una società il servizio di illuminazione pubblica parte il piano di manutenzione straordinaria con sostituzioni di cavi e plafoniere

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CECINA. Nuove linee e plafoniere per arginare i continui blackout. Una soluzione obbligata e non più rinviabile. A fronte del problema che interessa soprattutto la parte più vecchia della città, dove i cavi e le centraline sono più compromesse. «Non si tratta di interventi definitivi ma per il ripristino della funzionalità dell’illuminazione pubblica in varie zone della città dove gli impianti sono più obsoleti – dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi –. Lavori che sono iniziati da alcuni giorni nella parte vecchia di Cecina e che interessano anche Palazzi e il Palazzaccio».

Operai a lavoro in via Boccaccio, una delle strade più esposte ai blackout dell’illuminazione pubblica. Ma le operazioni interessano anche le vicine vie Manzoni e le altre traverse dove l’esasperazione dei residenti stava per sfociare anche in una protesta simbolica con le candele accesse lungo i marciapiedi.

Che ne è stato del progetto di esternalizzare il servizio di pubblica illuminazione? «È l’unica soluzione possibile altrimenti non si riesce a dare il via al rifacimento delle linee elettriche e la sostituzione dei punti luce con lampade a led – dice il sindaco Lippi –. È un tema su cui stiamo lavorando da tempo e per il quale contiamo a breve di aver definito i termini per procedere con una manifestazione d’interesse e il successivo bando di gara».

Sul piatto della gara il Comune metterà una bolletta energetica pesante: 800.000 euro all’anno. E una distesa di 5.600 lampioni, colpevoli di alimentare il grosso della spesa. Due elementi da combinare con le richieste di investimento per ammodernare la rete che saranno oggetto della gara.

«Chiederemo il rifacimento complessivo della rete di pubblica illuminazione e manterremo in carico al Comune il pagamento delle forniture elettriche – spiega il primo cittadino –. A questo vorremmo abbinare l’incentivo economico per la società a cui affideremo il servizio riconoscendole una quota percentuale sul risparmio di spesa dovuto all’efficientamento dei consumi».

La cornice dovrà tradursi in criteri precisi. «I termini dell’affidamento sono ancora da chiarire – prosegue Lippi –. L’orizzonte temporale sarà di almeno dieci anni e per le casse del Comune significherà una progressiva riduzione della bolletta energetica che nella misura dipenderà dagli investimenti di cui si farà carico il gestore». Il vantaggio per l’ente pubblico starebbe nella possibilità di rinnovare la rete della pubblica illuminazione e in prospettava di ridurre il carico della bolletta energetica con l’entrata in esercizio di lampade a led che richiedono anche una minore manutenzione.

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