Il Tirreno

Ex zuccherificio, cambio di rotta Meno volumi e niente teatro

di Andrea Rocchi
Ex zuccherificio, cambio di rotta Meno volumi e niente teatro

Lottizzazione al palo tra problemi e crisi edilizia, verso una nuova convenzione tra Aulo srl e Comune Chiesta da palazzo civico la fidejussione ma si tratta per modificare il progetto originario da 250 case

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CECINA. Ex zuccherificio, dal flop edilizio ad un nuovo progetto. E una nuova convenzione che legherà la Aulo Cecina Srl all'amministrazione comunale.

Scaduti i termini della fidejussione, con palazzo civico che ne ha chiesto l'escussione, sembra imminente un incontro tra le parti dal quale dovrà emergere un cambio di rotta. Addio al faraonico primo intervento, con i cantieri aperti a fine 2008 ma con un volume realizzato (e venduto) assai inferiore alle previsioni (232.461 metri cubi di costruzioni, poi diventati oltre 120.000, con 60.000 metri destinati ad appartamenti, tradotto 250 case per quasi mille residenti). Di fatto, dall'insediamento delle ruspe ad oggi, oltre ad una bonifica dell'area dove si lavoravano le barbabietole, è stato realizzato (per il 75%) solo il primo lotto, corrispondente al primo blocco che prevedeva 79 appartamenti. Con una percentuale di invenduto non indifferente, legata indubbiamente alla crisi dell'edilizia e alle contrazioni del mercato immobiliare. E questo a dispetto dei prezzi che sono scesi anche sotto i 4000 euro al metro quadrato.

Insomma, come la Magona, la lottizzazione ex zuccherificio si è rilevata una grande incompiuta. Anche perché - come spiegò a suo tempo il suo ideatore, il progettista architetto Enzo Somigli - il progetto prevedeva un buon 50% di intervento di recupero di funzioni pubbliche. Di cui, però, non si è vista l'ombra, a parte il rifacimento di un piazzale. Con l'amministrazione comunale che oggi si trova una matassa da sbrogliare anche perché quelle stesse ricadute benefiche per il territorio, attese sin da quando alla fine degli anni '90 si comincia a parlare dell'intervento, non sono arrivate. A partire dal teatro con il recupero del blocco centrale (l'ex fabbrica) ed una serie di interventi sulla viabilità. Per non parlare del museo, del residence e dell'albergo. "Al momento posso dire che il comune ha chiesto alla società la fidejussione - spiega il sindaco Lippi -. La proprietà ci ha fatto sapere di essere disponibile ad un incontro per rimodulare il progetto che, negli anni, ha risentito della crisi. Sicuramente diminuiranno i volumi e l'intervento nel suo insieme sarà ridotto. Anche la parte relativa alle opere pubbliche sarà rivista. Penso al teatro. E' chiaro - conclude Lippi - che si dovranno ripensare interventi pubblici a beneficio della collettività". Questi, come le volumetrie dell'abitativo e del turistico, saranno rivisti in una nuova convenzione che le parti dovranno stipulare. E' evidente che l'area dell'ex zuccherificio non potrà essere lasciata così come è oggi. Perché sebbene la Aula abbia sottolineato come sia stata effettua la bonifica, ci sono zone che necessitano di pulizia e riqualificazione. E ci sono state, col tempo, reiterate proteste da parte di alcuni residenti che hanno appartamenti contigui al territorio dell'ex fabbrica. Dagli abitanti di via della Pinetina che si lamentano delle radici dei pini, interni all'ex zuccherificio, che rendono quasi impraticabile il transito a bici ed auto, ai residenti di via Timavo che hanno evidenziato erbacce, sporcizia ed una situazione di evidente degrado. E ripetuti solleciti all'ufficio Ambiente.

Il sindaco Lippi promette che la situazione in cui versa l'area dell'ex zuccherificio non rimarrà tale. Ma è consapevole che la Aulo Cecina (che acquistò nel 1994 la proprietà dall'ex Federconsorzi titolare della fabbrica di barbabietole) non è più nelle condizioni di sostenere un intervento che appare fuori mercato e, oltre agli appartamenti,di realizzare quel recupero industriale a fini pubblici (teatro e museo) sottoscritto nella convenzione. Resta in mano a palazzo civico l’escussione di una fidejussione che - ricorda Lippi - vale 4,2 milioni. Ma l’intenzione, al momento, sembra quella di mettersi ad un tavolo per ridiscutere nel suo complesso l’intervento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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