Settantenne ai domiciliari per tentata estorsione
Riparbella, l’uomo ha cercato di far credere di essere lui stesso vittima del reato Lo avevano già arrestato a maggio 2015 e condannato a un anno e otto mesi
RIPARBELLA. Un settantenne di Cecina, Otello Nardini, già arrestato nel maggio dello scorso anno e condannato in primo grado a un anno e otto mesi per il reato di tentata estorsione, non demorde. E a distanza di mesi dal primo episodio i carabinieri di Riparbella sono stati costretti ad arrestarlo di nuovo in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Livorno per i reati di tentata estorsione e calunnia. Il pensionato, nato a Bibbona, si trova ai domiciliari a Cecina. Ma nella seconda “puntata” di una storia fatta ricatti e richieste di denaro, oltre che di minacce, è rimasta coinvolta anche la figlia del pensionato, indagata in concorso con lui per la tentata estorsione e sottoposta dal tribunale all’obbligo di dimora a Castagneto Carducci, al divieto di avvicinarsi alla persona offesa e all’obbligo di presentarsi all’autorità giudiziaria. In questi mesi il pensionato, stando alle accuse, è tornato a scrivere lettere minatorie alla sua conoscente, anche lei settantenne. Lettere intimidatorie con le quali il pensionato voleva convincere la parte offesa che non era stato lui a scrivere le precedenti lettere. A quel punto l’uomo è andato dai carabinieri e ha falsamente denunciato di essere stato minacciato ai fini di un’estorsione, anche se non era proprio vero. I carabinieri di Riparbella, ai quali la vittima si è rivolta una seconda volta per denunciare, hanno accertato tramite una perizia che le due “nuove” missive erano state scritte dal pensionato e dalla figlia. Hanno anche chiesto i tabulati telefonici dell’uomo che, per convincere la vittima della sua buona fede, si era fatto telefonare da una cabina telefonica da una donna la quale si è prestata, anche se non era a conoscenza del fine reale di quella chiamata. Alla fine dunque il settantenne, che aveva raddoppiato la richiesta di denaro da 20 a 40mila euro, è stato nuovamente smascherato e arrestato dai militari di Riparbella.
La prima volta l’anziano era stato incastrato dalla telecamera che i carabinieri avevano installato a casa della parte offesa, che vive in una zona di campagna abbastanza isolata. Le minacce e la richiesta di 20mila euro non avevano intimorito più di tanto l’anziana che non aveva esitato a chiedere aiuto ai carabinieri.
La telecamera installata nell’abitazione dell’anziana aveva ripreso il settantenne, proprietario di un podere vicino a casa della vittima, mentre imbucava un'altra lettera anonima piena di minacce. Era stato così abbastanza facile, dopo una serie di indagini, dare il nome al “corvo” che voleva estorcere il denaro alla donna.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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