Il Tirreno

Verso l’addio al parco dei Monti livornesi

di Alessandra Bernardeschi
Una veduta dei colli dietro Rosignano, inseriti nel parco dei Monti livornesi
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Una veduta dei colli dietro Rosignano, inseriti nel parco dei Monti livornesi

Rosignano: con la scomparsa delle Province riconosciute solo le zone protette regionali, si pensa all’annessione all’area di San Rossore

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ROSIGNANO. Il parco dei Monti livornesi e le zone Anpil rischiano di scomparire. A meno che i Comuni di Rosignano Marittimo, Livorno e Collesalvetti, non riescano ad avanzare proposte concrete e funzionali che ne garantiscano la piena funzionalità e il pieno sviluppo. Uno sviluppo che dovrà potenziare queste aree anche dal punto di vista turistico e di fruibilità. Una prima risposta è scaturita durante la conferenza promossa dal Wwf di Livorno presso il Museo di storia Naturale, sala del mare gremita di persone: creare un corridoio di aree protette che colleghi il parco dei Monti livornesi con quello di Migliarino-San Rossore che è uno dei tre parchi regionali attualmente esistenti. Infatti, dal punto di vista amministrativo, la scomparsa delle Province e il riordino delle aree protette fa sì che il nuovo regolamento riconosca solo le aree protette regionali. Di fatto sembrano destinate a scomparire le aree protette provinciali e locali. E dunque il parco dei Monti livornesi con le sue aree attigue Anpil (aree protette di interesse locali), istituito nel 1999, rischia di essere cancellato, dato che è in corso proprio in questi giorni da parte della Regione la revisione della legge 30.

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Ospiti del convegno, il consigliere regionale Francesco Gazzetti, il direttore del parco di San Rossore Andrea Gennai, l’assessore di Rosignano Licia Montagnani, l’assessore del comune di Collesalvetti Riccardo Demi, il funzionario della Provincia che da sempre si è occupato del parco dei Monti Livornesi, Massimo Tognotti e il dirigente del Comune di Livorno Riccardo Maurri. Chiare le domande poste dal coordinatore del Wwf livornese Diego Guerri sul futuro del parco e delle aree Anpil e Sir. Perché, a nessuno può sfuggire, che l’attuale sistema di aree protette, è frazionato anche territorialmente. Già a partire dagli ambiti territoriali che fanno capo ai Comuni di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo (parco dei Poggetti). Poi le aree Anpil, come quella del Chioma; infine le aree Sir (siti di importanza regionale) come Poggio Pelato e Calafuria. Un parco che, nonostante il valore ambientale, storico e paesaggistico, in realtà non è riuscito ancora a sfruttare appieno le sue possibilità dal punto di vista di promozione turistica. Una situazione che, ha detto Gazzetti, «va messa a regime per dare un futuro a questo parco. Un lavoro che deve partire dalle realtà dei territori». L’assessore Montagnani appoggia l’idea di un percorso comune «unica strada percorribile» ha detto, ricordando come il Comune di Rosignano Marittimo abbia dato il via, nel 2015, al progetto Costa Etrusca. Un progetto redatto con i Comuni di Livorno e Collesalvetti. Ma il problema è quello dei finanziamenti, di progetti sostenibili. L’assessore Demi si è detto attratto dall’istituzione di un parco Regionale così come il dirigente del Comune di Livorno, Maurri, ha rimarcato l’interesse dalla giunta di sviluppare le aree protette.

Tante le idee per puntare ad un turismo escursionistico sempre più in crescita. Ma anche la consapevolezza che occorrono fondi e una gestione funzionale a garanzia del parco. Da qui la proposta di collegare il parco dei Monti livornesi con l’area di San Rossore; zona di competenza regionale. «Un’idea percorribile», ha detto Andrea Gennai. Ma occorre che i comuni producano un progetto. La scadenza, se la Regione approverà la proroga alla revisione della legge, è per il 2017.

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