Il Tirreno

Polveri sottili, il monitoraggio fantasma

di Alessandra Bernardeschi
Una delle centraline che rileva le polveri sottili
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Una delle centraline che rileva le polveri sottili

Rosignano: delle 4 centraline presenti per verificare la qualità dell’aria resta attiva solo quella privata a Marittimo

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ROSIGNANO. La qualità dell’aria a Rosignano è valutata da una sola centralina situata a Poggio San Rocco a Rosignano Marittimo. Una centralina privata, ex Rosen, i cui dati relativi alle polveri sottili, pm2,5, sono validati, come conferma l’assessore all’ambiente Daniele Donati, dai tecnici dell’Arpat.

Solo a fronte di particolari problemi l’amministrazione comunale può richiedere un’indagine supplementare attraverso le centraline mobili. Il vasto territorio di Rosignano, dove è presente una fabbrica chimica e due centrali a turbogas per la produzione di energia, dove il traffico aumenta, soprattutto in estate, per il monitoraggio dell’aria può dunque contare su una sola centralina posta in collina, a Rosignano Marittimo.

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Questo dopo i dettami legislativi a livello comunitario, nazionale e regionale che danno indicazione di gestire e valutare la qualità dell’aria su base regionale. Le condizioni meteo di questi mesi e i ripetuti allarmi relativi all’inquinamento che sono stati lanciati nelle città italiane dove i sindaci sono dovuti correre ai ripari, riportano alla ribalta la qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente e decidendo spesso di bloccare il traffico per permettere che l’aria si ripulisse.

Il territorio di Rosignano, fino al 2011, poteva contare su quattro centraline gestite dalla Provincia ed i cui dati venivano convalidati e pubblicati giornalmente sul sito dell’Arpat. Quattro centraline, una in via Vittorio Veneto e una a Poggio san Rocco (le uniche che misurassero le polveri sottili), alle quali si aggiungevano le centraline di via Guido Rossa e di via della Costituzione. Il superamento delle polveri fini veniva registrato, anche se poche volte all’anno, prevalentemente dalla centralina di via Veneto; centralina che adesso non è più in funzione.

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L’unica centralina ancora attiva è dunque quella privata di Poggio San Rocco, a Rosignano Marittimo, che rileva i tre indicatori: ozono, biossido di azoto e Pm2.5. Il dato per le Pm10 non è più attivo, e di fatto questo tipo di parametro non viene più analizzato. La centralina non fa parte della rete regionale ma delle stazioni provinciali.

I dati (nessun sforamento registrato nel 2015), sono visibili nel sito dell’Arpat che pubblica l’esito dei rilievi a cadenza quotidiana. «Il fatto – spiega Daniele Donati che da pochi giorni ha assunto la carica di assessore all’ambiente – risale ad alcuni anni fa ossia quando fu effettuata la riorganizzazione delle centraline».

Ossia quando fu deciso che l’aria veniva monitorata attraverso la nuova rete regionale di rilevamento divisa per zone. «Facendo delle statistiche su base annuale circa gli sforamenti rispetto ai parametri di legge – spiega Donati – è stato ritenuto che il nostro territorio non presentasse particolari criticità. Dopo la decisione di chiudere le tre centraline della Provincia avevamo comunque intrapreso un percorso, con la Provincia stessa, per una eventuale rete di monitoraggio locale.

Un discorso che poi è decaduto o rimasto in sospeso dopo che le Province sono state sostanzialmente abolite e le competenze sono passate alla Regioni». Da allora la qualità dell’aria che i cittadini di Rosignano respirano, viene registrata dalla centralina di Rosignano Marittimo; nessuna centralina dunque all’interno dei centri maggiormente abitati, dove è più inteso è il traffico stradale, o all’interno di aree produttive. Di fatto, quindi, i residenti non possono contare su una verifica precisa dei dati relativi alla qualità dell’aria.

 

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