Il Tirreno

Il rebus della sala da usare per l’evento Parlare di Cinema

di Alessandra Bernardeschi
Il rebus della sala da usare per l’evento Parlare di Cinema

Dopo la chiusura dei locali di Castiglioncello la polemica Franchi assicura: «Il festival si farà, già stanziati i fondi»

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ROSIGNANO. La chiusura del cinema di Portovecchio pone interrogativi anche sulla prossima edizione, la dodicesima, del Festival “Parlare di Cinema a Castiglioncello”.

La rassegna, diretta da Paolo Mereghetti e nata con lo scopo di offrire al pubblico la possibilità di colloquiare con chi il cinema lo fa in prima persona, come da consuetudine si terrebbe infatti la terza settimana di giugno. Troppo presto per sperare che i lavori di riqualificazione dell’immobile, e dunque della sala cinematografica in via Ugo Foscolo, siano ultimati.

Proprio in quella sala venivano infatti proiettati i film, anche due a sera, legati ai vari artisti e registi ospiti del festival. Un festival in programma da 11 anni che ha rinverdito il legame tra Castiglioncello e il mondo dei “cinematografari” e che ha portato nella frazione ospiti del calibro di Giuseppe Tornatore, Sergio Rubini, Paolo Virzì, Christina De Sica, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Rocco Papaleo, e tanti altri nomi legati al mondo della celluloide.

Accanto a dibattiti, approfondimenti e lezioni il festival prevede la proiezione di film nonché il premio alla migliorie sceneggiatura di un film italiano. Premio istituito dall’amministrazione comunale di Rosignano per rendere omaggio alla indimenticabile Suso Cecchi d’Amico, la “signora del cinema” che ha sempre avuto un legame particolare con Castiglioncello.

Spetta al sindaco Alessandro Franchi fugare i dubbi: «la rassegna “Parlare di Cinema a Castiglioncello – dice il primo cittadino – si farà. Già a dicembre abbiamo provveduto a stanziare i primi fondi per iniziare ad organizzare il festival. Ancora non abbiamo però definito il luogo che ospiterà la proiezione dei film».

Due potrebbero essere le soluzioni. La prima, l’arena, ossia la sala cinematografica all’aperto in pineta Marradi. Sala che la Fondazione Armunia aveva però dato in gestione alla famiglia Michetti, proprietaria del cinema di Castiglioncello. Famiglia che, come ormai è noto, ha venduto la sala di Portovecchio e, dopo tanti anni, si è ritirata dal settore anche se si è detta pronta a collaborare.

La seconda opportunità sarebbe data dal teatro Solvay, che verrebbe riaperto per l’occasione (rimane il punto interrogativo circa i macchinari necessari per le proiezioni). Teatro che, però, attualmente è ancora di proprietà della Solvay. Infine potrebbe essere studiata un’altra soluzione della quale, al momento, non si conoscono dettagli.

Fatto sta che la chiusura di quella che era ormai l’ultima sala cinematografica presente in un territorio comunale dove vivono oltre 30mila abitanti sta suscitando dibattiti e polemiche anche sui social. Molti sottolineano infatti la particolarità del fatto che un territorio così ampio non abbia un cinema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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