Il Tirreno

Il bilancio è di 10 attività in più

Il bilancio è di 10 attività in più

Ma il trend del settore conferma il permanere di una situazione di difficoltà

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CECINA. Come sta il commercio cecinese? Il segno più nel confronto annuale tra aperture e chiusure dagli addetti ai lavori viene interpretato come un dato di sostanziale tenuta e non certo di crescita. Nonostante sia un’inversione che trova conferma negli ultimi due anni. A chi passeggia in città restano impresse le immagini dei numerosi fondi commerciali vuoti, anche in pieno centro. Una dinamica che si registra a Cecina come in ogni altra realtà. Insomma, le difficoltà restano tutte, dalla crisi economica alla difficoltà di accesso al credito.

I dati. Lo scorso anno sono stati 74 i negozi che hanno aperto l’attività a fronte di 64 cessazioni. Nel dettaglio, delle nuove imprese commerciali 28 sono alimentari (20 quelle cessate della stessa tipologia) e 46 non alimentari (44 le chiusure). Inoltre, 24 i subingressi nel commercio al dettaglio. Sul fronte delle attività di somministrazione, invece, il trend è in negativo: 12 aperture e 16 chiusure su cui incide la notifica di cessazione di attività circoli e un ristorante già chiusi da tempo. Per le attività turistico ricettive il bilancio è in pareggio: 2 sia le aperture che le chiusure e 8 i subingressi.

Nel 2014 le aperture furono 66 a fronte di 54 esercizi chiusi nel commercio al dettaglio. Mentre nelle attività di somministrazione 18 aperture e 9 cessazioni. Il 2014 è il primo anno che segna un’inversione di tendenza dopo un 2013 che aveva fatto registrare 59 aperture nel dettaglio a fronte di 66 chiusure. E nel settore della somministrazione 12 aperture e 7 cessazioni.

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