Il Tirreno

Sos cani, 150 i randagi recuperati in un anno

Alessandra Bernardeschi
Un canile (foto d'archivio)
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Un canile (foto d'archivio)

È ancora allarme nella Bassa Val di Cecina: il Comune di Rosignano si affida al canile comprensoriale in convenzione con i volontari di Mici felici

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ROSIGNANO. In un anno, nel territorio della Bassa Val di Cecina, sono stati circa centocinquanta gli interventi relativi a cani ritrovati in strada in stato di difficoltà. “Fortunatamente – dice Andrea Martinelli che opera nel settore ambiente del comune di Rosignano e che da anni si occupa del problema randagismo e della sua gestione associata- non per tutti si è trattato di atti di abbandono. Molti di questi interventi hanno riguardato cani scappati da casa per i quali, fortunatamente, è stato ritrovato il padrone”.

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Non per tutti però è andata così. “Attualmente il canile di Cecina ospita – continua Martinelli – 28 cani in attesa di essere adottati”. Per questo motivo, anche per il 2016, il Comune di Rosignano, in qualità di Ente capofila per la gestione associata del randagismo, ha confermato la convenzione con l’Associazione Mici Felici di Cecina per lo svolgimento delle attività di custodia dei cani randagi. Di fatto i comuni della Bassa val di Cecina verseranno un importo pari a 32mila 500 euro annui per la copertura delle spese dell’associazione di volontariato. In particolare il Comune di Cecina verserà 9.100 euro, i comuni di Bibbona e Castagneto Carducci 1.950 euro ciascuno, il comune di Santa Luce 1625 euro, i comuni di Casale, Castellina, Guardistallo, Montescudaio, Riparbella 975 euro ciascuno mentre il comune di Rosignano 13 mila euro. Nonostante le campagne informative tese a sensibilizzare le coscienze dei cittadini contro l’abbandono di cani e gatti, sono ancora molte le persone che decidono di prendere un amico perloso a quattro zampe non valutando l’impegno morale e pratico che ciò comporta.

“Fortunatamente – continua Martinelli – nelle nostre zone non esiste un fenomeno randagismo come in altre aree d’Italia, per esempio nelle Regioni del sud. Ciò che invece ancora notiamo è la leggerezza con la quale molte famiglie decidono di prendere i cani in casa pensando che siano pelouche. E così accade che, dopo un po’ di tempo, queste persone si rendano conto dell’impegno che hanno assunto e si dichiarano incapaci di continuare a tenere il cane in casa chiedendo perciò aiuto al Comune affinché trovi una soluzione”. Ecco allora che scatta l’opera dei volontari che alcune volte riescono a trovare famiglie adottive senza che le bestiole passino neppure dai canili. “Possiamo dire – continua Martinelli –che l’associazione Mici Felici sta lavorando veramente bene sia nell’ambito dell’accoglienza sia nel trovare famiglie che accolgano queste bestiole. Basti pensare che al primo dicembre 2015 sono stati adottati 22 cani, una cifra davvero ragguardevole se si pensa che all’inizio dello scorso anno l’associazione si è presa cura anche dei cani che abbiamo tolto dal canile di Reggio Emilia. Cani che in buona parte hanno trovato la loro collocazione”. Ma non solo: i volontari riescono a recuperare i cani traumatizzati, grazie anche alla rete che sono riusciti ad attivare con molti cittadini del territorio che aiutano l’associazione. Appelli che passano anche attraverso i social, Facebook per primo, o attraverso iniziative come, solo per citare l’ultima, quella tenutasi all’Astragalo a Castiglioncello prima di Natale.

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