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Solvay aperto tutto l’anno via la “tenso” al Pasquini
Rosignano, l’idea del Comune è di riorganizzare gli spazi culturali e per gli spettacoli. Una grande arena all’aperto a Castiglioncello, a Rosignano si parte a ottobre
ROSIGNANO. Il teatro Solvay a Rosignano è un’istituzione familiare: ci sono passate generazioni di ragazzi per il Natale aziendale; la sua sala ha ospitato centinaia di assemblee dei lavoratori della fabbrica; il teatro è stato - e in parte lo è ancora - sede delle associazioni più attive sul territorio, come l’Università popolare. È stato per molti il battesimo della grande scena. Qui per 50 anni si sono esibite le compagnie più prestigiose, dalla tradizione all’avanguardia - molti ricordano ancora il Pinocchio del grande Carmelo Bene - e i gruppi amatoriali. Poi il declino. Era il 2011 quando l’allora direttrice dello stabilimento Solvay, Michele Huart, annunciò la vendita del teatro di Rosignano. Ed è da allora che il sindaco Alessandro Franchi - era al suo primo mandato - ha cercato di trovare un’alternativa. Supportato e stimolato da un comitato cittadino che chiedeva a gran voce la riapertura della storica sala. La soluzione è arrivata alla fine del 2015: il teatro, come ha annunciato Franchi alla conferenza di fine anno, passerà in gestione al Comune.
Una vittoria per l’amministrazione che è però una partita tutta da giocare. L’impresa infatti è ambiziosa, e costosa: riorganizzare gli spazi culturali e della spettacolazione sul territorio, coordinandoli tra loro. A partire dal castello Pasquini. Il rischio ora è che gli spazi siano troppi, e troppo onerosi da gestire: è stato riaperto l’Ordigno a Vada, il Solvay a Rosignano passerà alla gestione pubblica, c’è il castello Pasquini da “resettare”.
La trattativa con Solvay. Il passaggio dall’azienda chimica al Comune dovrà essere perfezionato nel corso del 2016. Franchi lo conferma dopo l’annuncio alla conferenza di fine anno. Il teatro è uno dei punti cardine del Piu (il piano di innovazione urbana) che prevede una rivoluzione del centro di Rosignano Solvay e per il quale il Comune, attraverso la Regione, chiede di accedere ai finanziamenti dell’Unione europea. Ma la cessione del complesso teatrale non è vincolata alla realizzazione del Piu.
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«A giugno - dice Franchi - sapremo se il nostro progetto di riqualificazione urbana sarà ammesso e quindi finanziato. E in caso positivo potremmo dar vita ad un’opera di riqualificazione degli spazi interni del teatro. Ma anche in caso contrario il progetto va avanti. Il teatro è infatti pienamente utilizzabile». C’è un gruppo di lavoro che già si sta occupando della parte tecnica. L’obiettivo è di arrivare ad una piena riapertura a fine estate, con una nuova programmazione. Ma c’è anche l’intenzione di riaprire il cinema, soprattutto l’arena estiva, e di coordinare la spettacolazione con il contenitore del Pasquini. «Fermo restando - assicura Franchi - che al Solvay dovranno rimanere le sedi delle associazioni che tradizionalmente fanno capo alla struttura».
Uso gratuito, riapre il cinema. Tutto da decidere invece sulla gestione. Sarà Armunia ad occuparsi del teatro? O un ente terzo, o direttamente il Comune? Su questo Franchi non si sbilancia. Dice invece che la programmazione nei diversi spazi dovrà essere diversificata, in base alla loro vocazione. E quindi teatro di prosa a Rosignano ma anche cinema sotto le stelle.
Per quanto riguarda la parte economica, il teatro sarà in uso gratuito: gli interventi saranno a carico del Comune, che avrà in gestione la struttura per un periodo di tempo in grado di ammortizzare l’investimento.
Via la tensostruttura, cambia il Pasquini. Di eliminare la tensostruttura del castello si parla da tempo. C’è il rischio infatti che a breve non sia più a norma. L’obiettivo è di riutilizzare gli spazi esterni del Pasquini per spettacoli rivolti a un pubblico più ampio nel periodo estivo. «Penso ad una grande arena al posto della tensostruttura», come in passato, dice Franchi.
La tenso ospita attualmente 600 persone, una capienza analoga a quella del teatro Solvay, un’arena potrebbe raddoppiare le presenze. Quindi ospitare concerti e altri spettacoli di maggior impatto.
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