Caso Etruria, il comitato si ritrova alla sede Asport
Questa sera alle 19 l’incontro con gli esperti dell’associazione Confconsumatori A Cecina circa 60 risparmiatori sono finiti nel vortice del salvataggio della banca
CECINA. I dubbi. Le paure. Le possibili azioni. E la certezza che i fondi stanziati dal governo nella legge di stabilità per risarcire i risparmiatori traditi dalle banche sono insufficienti. È in questa cornice che s’inserisce l’incontro di questa sera promosso da Confconsumatori per fornire informazioni e assistenza agli obbligazionisti traditi. L’appuntamento è alle 19 presso la sede dell'Asport, in via Turati 4, a Cecina.
A Cecina le persone finite nel vortice del salvataggio della Banca Etruria sono una sessantina. E in molti hanno dato vita a un comitato per far valere le loro ragioni con il supporto di Confconsumatori. Ad oggi di certezze oltre ad aver perso i propri risparmi non ne hanno: chi aveva azioni ed obbligazioni subordinate si trova con un pugno di mosche in mano e tanta rabbia in corpo.
Con l’approvazione della legge di stabilità il Governo ha stanziato un fondo di 100 milioni di euro da ripartire tra le vittime della crisi dei quattro istituti di credito commissariati fra il 2013 e il 2015 e su cui l’esecutivo è intervenuto con il cosiddetto decreto salva-banche del 22 novembre, che tuttavia non ha impedito agli azionisti e a coloro che avevano acquistato obbligazioni subordinate di perdere l’intero patrimonio investito. I rimborsi solo parziali, visto l’esiguo importo stanziato, saranno stabiliti caso per caso da un collegio di arbitri. Un successivo decreto del ministero dell’Economia stabilirà le modalità di presentazione delle domande ed i criteri di erogazione.
Per Confconsumatori le banche coinvolte hanno tenuto «condotte contrarie alle norme del Testo unico di intermediazione finanziaria che impongono e imponevano alle banche, nell’attività di intermediazione finanziaria, di fornire assistenza diligente, trasparente, veritiera, prudente e di conformarsi all’esperienza del loro cliente ed agli obiettivi di investimento». Che aggiunge: «L’unica strada seria è quella di passare all'azione giudiziaria nei confronti della Nuova Banca Etruria, che è subentrata nell’attività di intermediazione finanziaria della vecchia Banca Etruria, per ottenere il risarcimento del danno patito pari, in questo caso, all’azzeramento dell’investimento». E conclude: «Stiamo raccogliendo i documenti dei risparmiatori danneggiati in tutta Italia, con l’intenzione di procedere il prima possibile con un’azione contro le Nuove Banche per ottenere il pieno ristoro di quanto investito dai risparmiatori».
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